La Casina di Marina di Massa, la pizzeria che vorresti avere sotto casa.

Dopo l’inaugurazione dell’anno scorso, non ero ancora tornata a La Casina. Per fortuna qualche giorno fa mi trovavo in zona e ho avuto modo di rimediare, confermo il giudizio che avevo avuto sul locale e, soprattutto, l’impressione su Alessandro, giovane pizzaiolo creativo e talentuoso.

Il menu è diviso in pizze tradizionali mai banali, pizze farcite (focacce, calzoni e pizza frisa, che ricorda la frisella classica) e social pizze da degustare, tra cui anche bagel. Inoltre, la cucina prepara anche qualche piatto di terra o di mare. Carta del bere con numerose referenze sia di vini, anche francesi, che di birre artigianali. I locale, frutto di una recente ristrutturazione, e il personale, sempre sorridente nonostante la stanchezza, contribuiscono alla buona riuscita della serata.

Prima di iniziare la cena, convinco il mio tavolo a dividersi qualche pizza con me, così da avere la possibilità di assaggiare più gusti e conoscere al meglio il lavoro del pizzaiolo.

IMG_2007Cominciamo con la Ciccia e Smoke, farcita con camembert di bufala, bieta ripassata, maionese alla senape, carpaccio di fassona piemontese affumicata a freddo direttamente sul tavolo. Originale nella presentazione, decisa nel sapore e molto croccante grazie al suo impasto “crock”, a lievitazione mista ed alta idratazione.

IMG_2010Il secondo assaggio è per la Cocktail di Mazara, stesso impasto della precedente ma topping di mare, con burrata pugliese, insalata iceberg, germogli, tartare di gambero rosso di Mazara, elisir di di gambero rosso Mazara e aria di mela. Leggera e freschissima, è la pizza perfetta per una calda sera d’estate.

IMG_2020Curiosi di provare anche una pizza con impasto tradizionale ordiniamo l’Imperiale, l’unica tra queste cotta in forno a legna. Salsa a base di pomodoro, panna e basilico, burrata pugliese, germogli, salmone marinato e perlage di tartufo. Vivace nel gusto e nell’aspetto, ma forse la meno interessante tra tutte.

IMG_2015Si prosegue con una pizza è omaggio ad un grande classico della tradizione partenopea: La Genovese. Pizza farcita con sugo alla “genovese” con cipolla e costine di maiale, stracciatella affumicata, cacioricotta ed emulsione alla cipolla. Dolce ma decisa, come solo una genovese sa essere.

IMG_2013L’ultima è la pizza Tentacoli, con burrata pugliese, pesto di sedano, basilico e mandorle, insalata di fagiolini e patate, polpo in cottura, polvere di pomodoro. Particolarità di questa pizza, gustosissima, è l’impasto “wild crock” preparato con farina multi cereale e orzo tostato, partendo da acqua fermentata (che fermenta con frutta e verdura per circa 5 giorni prima di essere utilizzata nell’impasto) e quindi senza aggiunta di lieviti. Avrei voluto non doverla condividere con gli altri perché uno spicchio di questa pizza è decisamente troppo poco!

Buona e di qualità la proposta, prezzi onesti, gentilezza. Ad un anno dall’apertura, sono contenta di essere tornata a provare le pizze di Alessandro tanto quanto sono dispiaciuta che La Casina non sia più vicina a casa mia… per poterci andare più spesso!


LA CASINA

Via S. Giuseppe Vecchio, 220 – Massa

Tel. 324/5824410

Pizze da 5,50€ a 18€, pizza Margherita 6€.

 

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Pizzology Night: da Disapore una serata dedicata al pairing pizza-cocktail.

L’hanno chiamata Pizzology Night e nessun nome sarebbe stato più azzeccato per una serata di degustazione, in cui le pizze creative di Gabriele Dani della Pizzeria Disapore di Cecina (Li) sono state accostate ai cocktail del mixologist Andrea Frediani, ambassador del Liquorificio Morelli di Palaia (Pi).

IMG_1886La serata è inizia con una Bruschetta di baguette homemade con melanzane sott’olio e pomodorini datterini della Mediterranea Belfiore e lardo di calamaro, abbinata ad un Twist di Bloody Mary a base di acqua di pomodoro PachinEat, marmellata di peperone, succo di limone, amaro alle arance e gin botanico Morelli, tabasco, sale. 

IMG_1896Si prosegue con una Montanarina con pomodoro san marzano, bufala affumicata, basilico, parmigiano e polvere di capperi  che viene accompagnata dal Dirty Martini con gin botanico Morelli, Vermouth dry, salamoia di olive, oliva e rosmarino, che con la sua secchezza è in grado di ripulire e “sgrassare” il palato dalla pizza fritta.

IMG_1907La prima vera pizza in assaggio è La Gourmet, cotta al vapore, soffice all’interno e croccante all’esterno, farcita con gambero crudo marinato agli agrumi, ricotta, spinacino, polvere di bucce di pomodoro essiccate abbinata per “somma” di acidità al cocktail Bitter Lemon Fizz, twist di Gin Fizz, preparato con Limoncino DiVino Morelli, Bitter bianco, Soda.

IMG_1912La tradizione incontra l’innovazione quando la Margherita Verace, impasto e cottura della verace, consistenza morbida, con pomodoro san marzano, mozzarella fior di latte, pecorino romano e basilico, è abbinata alle note dolci del cocktail Rabarbarotto, con Rabarbaro e China Morelli, diluito con Soda.

IMG_1924L’ultimo assaggio è la Marinara gialla, leggermente croccante, con salsa di pomodoro datterino giallo, aglio di Nubia, stracciatella, acciughe di Cetara, limone e origano fresco, accompagnata dall’Orange lady. Il cocktail, variante del White Lady, a base di gin botanico Morelli, amaro alle arance Morelli e limone, è scelto proprio per le sue note citriche che ben si sposano con l’acidità dei datterini.

IMG_1928Per concludere, la Dolce Margherita, pizza di fine pasto, con base croccante zuccherata, pomodori canditi e speziati (zucchero, cannella, chiodi di garofano, vaniglia), mousse di mozzarella di bufala dolce, basilico fresco e polvere di caffè, che viene servita da un cocktail che è quasi un secondo dessert, lo Sweet coffee, variante del White Russian, con gin botanico, liquore al caffè e in sospensione panna profumata all’amaro alle arance Morelli.

Una bella serata in cui ho potuto sperimentare abbinamenti divertenti e molto originali che fanno del pairing pizza e cocktail l’idea perfetta per l’estate. Almeno per me!

Pizza Pisa Festival, buona la prima!

E’ stata una prima edizione di Pizza Pisa Festival molto gustosa quella che è andata in scena il 4 e 5 Giugno alla Stazione Leopolda. Io ho avuto la fortuna di esserci, in doppia veste: quella di giudice la mattina, impegnata negli assaggi del primo Trofeo San Ranieri, e quella di pizza-curiosa, durante il resto della giornata! E qui vi racconto cosa ho assaggiato.

Ho cercato di provare almeno una pizza di ogni pizzaiolo presente al festival con il proprio stand, con la promessa di tornare presto a trovare ciascuno di loro in pizzeria. Complimenti quindi a Diego Boni dell’Officina della Pizza, a Antonino Mondella della Pizzeria Da Toni, a Gabriele Bellini della Pizzeria A Modo Mio.

Schermata 2019-06-21 alle 11.20.39.pngE anche a Giovanni Saviozzi della Pizzeria Farina del Mio Sacco, a Mirko Tellini della Pizzeria Stinchi, a Carmine Offreda della Pizzeria Martino e naturalmente ai fratelli D’Auria, della pizzeria omonima e di Pomodoro e Mozzarella.

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Tante le pizze assaggiate durante il concorso, che ha visto tra i premiati: al 1° posto Manuel Maiorano della Pizzeria Voronoi di Pistoia, in gara con la pizza Terra Toscana con manzo di pozza, maionese home-made, tonno del Chianti, tuorlo d’uovo marinato, cappero dell’Elba, limone a listelli.

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Al 2° posto Antonio Buonaugurio della Pizzeria Onda Verde di Mondragone con la pizza Un caciocavallo appis, con crema di fave, pomodorino rosso semisecco, salsiccia dolce, caciocavallo.

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E al 3° posto Andrea Boscolo della Pizzeria Antichi Sapori di Chioggia che ha partecipato con la pizza American Breakfast, con crema di parmigiano reggiano, uova strapazzate, bacon, mela verde e mandorle tostate.

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Ad Andrea è andato anche il premio speciale per il “Miglior Impasto”, mentre a Diego Boni de L’Officina della Pizza di Pisa, il premio “Pizza del Territorio” per la sua Primavera in ritardo con pinoli del Parco di San Rossore, tartare di bovino di Coltano, citronette in agrodolce, petali di fiori di zucca, crema di ceci, asparagi bio di San Miniato e burrata affumicata.

Ottime le pizze “stellate” che i fratelli D’Auria hanno creato assieme a due importanti chef toscani durante le masterclass d’autore.

Filippo Saporito, de La Leggenda dei Frati di Firenze, e Giuseppe D’Auria hanno creato la Pizza Saporita, pizza in pala con farina integrale perfettamente croccante, scalogno in agrodolce, pomodori asciugati in forno con aglio e origano, polpo bollito e alici.

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Fabrizio Girasoli del Butterfly di Marlia (Lu) e Luca D’Auria hanno scelto di presentare la Pizzaella una pizza nera, preparata con farina riso venere integrale nell’impasto e farcita con gli elementi della paella come il datterino giallo aromatizzato zafferano, la cipolla caramellata, i peperoni, le cozze, il chorizo e un fiocchetto di fiordilatte.

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Due giorni passati in compagnia di pizze e pizzaioli, dove non sono mancati gli abbracci con i vecchi amici e gli incontri importanti (e mi riferisco soprattutto a tutti gli altri giudici che hanno condiviso con me questa avventura!) e dove non è mancato il divertimento.

Evviva la pizza!

Evviva il Pizza Pisa Festival!

 

Saporè è sempre una buona idea!

Sono tornata a cena da Saporè dopo un paio di anni di assenza e anche questa volta l’esperienza è stata grandiosa.

Dopo aver recentemente inaugurato due pizzerie nel centro di Verona -una con tavoli e l’altra solo a taglio- e una in Toscana, l’ultima di Renato Bosco (che davvero non sta fermo un attimo!), è stata quella di ampliare la sua prima sede di San Martino Buon Albergo, spostando il locale al centro della piazza del paese in un edificio storico. E’ quindi dall’estate 2018 che i clienti vengono accolti in uno spazio nuovo, su due livelli (piano terra e cantina), dove il mix di pietra, ferro e legno ha saputo creare un design lineare ed elegante, a cui non manca luminosità. Molto interessante l’idea di aggiungere lampade da tavolo, così da esaltare al massimo la bellezza dei piatti!

Non sapendo cosa scegliere da un menù che è sempre più ricco (e a pranzo si aggiunge anche una selezione di piatti dalla cucina) opto per il percorso degustazione che il pizza-ricercatore ha creato in occasione di Vinitaly, che mi consente l’assaggio di quasi tutti gli impasti proposti a Saporè abbinati a primizie di stagione e eccellenze italiane (tra gli ingredienti per i topping non mancano prodotti Presidio Slow Food o certificazioni DOC). Nel viaggio, mi faccio accompagnare da una bottiglia di “La Rovesciata”, prosecco sui lieviti dei Colli Berici, prodotto dall’azienda Corte De Pieri.

IMG_8217Il benvenuto dello chef è un crostino di pane a Pasta Madre Viva con crema di formaggio caprino, funghi, misticanza e semi di papavero ma la degustazione vera e propria si apre con Pane Semi&Salumi, bocconcini di pane ai semi serviti con lardo aromatizzato con scannello, con crema di ricotta e zucchina cruda a julienne aromatizzata alla menta e con Stortina Veronese e Monte Veronese di malga. Perfetti per stuzzicare l’appetito e davvero un’ottima idea… chi mai penserebbe di ordinare del pane in pizzeria?

IMG_8221Si prosegue con la Mozzarella di Pane Asparago. La mozzarella di pane è un piccolo panino d’ispirazione orientale, molto morbido, imbevuto di acqua di governo della mozzarella e poi cotto a vapore, che in questa occasione è stato farcito con crema di ricotta e asparago bianco, uovo di quaglia e asparago verde crudo. Fresco e delicatissimo.

IMG_8226E’ il momento della croccantezza, con la Pizza Crunch con ristretto di pomodoro, capperi, foglie di limone, Brà stagionato, zeste di limone e olio extra vergine di oliva e con la Pizza Doppio Crunch imbottita con crema di verdura, mozzarella fiordilatte, tarassaco, funghi cardoncelli e Monte Veronese di malga.

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In una degustazione da Saporè non può mancare l’Aria di Pane, impasto soffice e leggerissimo realizzato con sola Pasta Madre Viva, proposta per l’occasione nella sua versione più classica con Burrata e prosciutto crudo di Parma stagionato 30 mesi.

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Per finire la Pizza senza lieviti aggiunti, dall’intenso sapore di grano perché realizzata attraverso il processo d’idrolisi del grano spezzato, guarnita con crema di zucchine, mozzarella fiordilatte, pancetta cotta, Asiago Stravecchio e origano.

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Purtroppo dopo un percorso così ricco non ho più “spazio” per assaggiare uno dei dessert presenti in carta, ma non mi privo comunque di un momento dolce grazie alla piccola degustazione di biscotti di pasta frolla (alla mandorla, al pistacchio e caffè e alla nocciola e cacao) che accompagna il caffè. Perfetta conclusione di questo viaggio.

Renato Bosco, maestro di impasti e lievitazioni, nel suo nuovo locale che profuma di pizza e di passione è stato capace, se possibile, solo di migliorarsi. E con questo menù ancora una volta ha saputo raccontarci… di che pasta è fatto. 


SAPORE’

Piazza del Popolo, 46 – San Martino Buon Albergo (VR)

Tel. 331.9873375

Pizza da 6€ a 25€, Pizza Margherita da 7,50€ a 15€ (anche menù bambini)

 

La Pergola di Radicondoli: tra le colline senesi una pizza che sa di Toscana.

La Pergola di Radicondoli è quel posto in cui vorresti cenare in una sera d’estate, gustando una buona pizza in terrazza davanti allo spettacolo del sole che tramonta sulle colline senesi. Ma La Pergola è anche quel posto in cui, pur arrivando “fuori stagione”, che è già buio e il panorama può solo essere immaginato… l’esperienza non sarà sicuramente da meno.

Il locale è semplice ma molto curato. L’atmosfera rustica del pavimento in graniglia, delle travi in legno e delle sedie in paglia è ravvivata da un’illuminazione moderna e dalle opere d’arte contemporanea che danno colore e impreziosiscono l’ambiente.

IMG_7440Il menù è diviso in pizze degustazione, presentate a spicchi e pensate per essere condivise dai commensali, pizze bianche e pizze rosse, proposte sia nelle versioni classiche che in varianti più creative, e calzoni. Tante le pizze suggerite anche per vegetariani e vegani. In aggiunta, anche qualche piatto dalla cucina: pasta fresca fatta in casa, prodotti del territorio e molte ricette toscane.

Ma la cosa che più colpisce sfogliando il menù è la pagina dedicata agli oli, che non a caso ha valso al locale il premio Pizzeria dell’Olio 2018 di AIRO (Associazione Internazionale Ristoranti dell’Olio). Quanti ristoranti, prima ancora che pizzerie, propongono una carta degli oli? Ancora troppo pochi. A La Pergola invece è già possibile scegliere tra una decina di oli evo italiani differenti, tra cui anche qualche Presidio Slow Food.

Lievito madre, impasti differenti, pale romane e cotture al padellino, tanta fantasia…  ecco perché per la scelta della pizza mi affido a Tommaso, che mi propone una degustazione delle sue creazioni più rappresentative. Sempre su suggerimento, ordino una bottiglia di Contadi Castaldi Brùt, che dovrebbe essere l’ideale compagna di questo viaggio.

IMG_7393Si inizia con la Margherita, semplice ma non banale, realizzata con pomodoro bio Petrilli, mozzarella Fior d’Agerola, origano di Pantelleria, basilico genovese e a crudo l’olio biologico Titone di Trapani (neo vincitore dell’oscar degli oli d’oliva, Il Magnifico 2019).

IMG_7415Il secondo, delicato, assaggio è una variazione della Crudo di Gamberi, con gamberi crudi del Mediterraneo, burrata pugliese, lardo di cinta senese e qualche goccia di olio evo Quattrociocchi del Lazio.

Dalla terza pizza in avanti, è la Toscana la protagonista assoluta di ogni spicchio.

IMG_7416Si inizia con la Prosciutto di Cinta, una pizza con prosciutto di cinta senese del Salumificio Renieri, burrata pugliese, pecorino a latte crudo del Podere Paugnano di Radicondoli, olio Chianti Classico DOP di Castel Ruggero Pellegrini.

IMG_7420Si prosegue con due assaggi di pizza con Tartare di Chianina, variante toscana della più nota tartare piemontese. Una con cappero di Pantelleria, maionese all’uovo, pomodoro datterino confit e misticanza, l’altra con maionese all’uovo al tartufo, misticanza e scaglie di tartufo bianchetto sott’olio.IMG_7422

Si ispira ad uno dei piatti più popolari in toscana, la Pizza ai Fegatini, con patè di fegatini di pollo, cipolla caramellata, pomodoro secco e capperi, abbinata ad un olio dell’Azienda Agricola Giacomo Grassi, prodotto con una varietà autoctona di olive, tipica delle colline fiorentine.

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Chiude la degustazione la Pizza con Cinghiale sfilettato, in cui il cinghiale, cucinato con le olive infornate di Ferrandina Presidio Slow Food, è accompagnato da lardo di cinta senese e pecorino toscano. Oltre che nella farcitura, questa pizza è particolare anche  anche nell’impasto, in pala romana, che è realizzato con cacao in omaggio all’antica ricetta toscana del “cignale in dolceforte”.

IMG_7426La pizza di Tommaso Vatti è pura toscana e mai prima di questa cena una pizza era stata capace di raccontarmi così chiaramente di un territorio, i suoi prodotti e le sue tradizioni. Per questo motivo (ma anche per quel tramonto in terrazza che non sono riuscita a vedere!) una nuova gita a Radicondoli è già segnata in calendario.


LA PERGOLA DI RADICONDOLI

Via Giuseppe Garibaldi, 22 – Radicondoli (SI)

Tel. 0577.790717

Pizze da 7€ a 20€, Pizza Margherita da 7€ a 14€

 

 

 

Dalla Toscana al Giappone: l’ultimo viaggio “oltre la pizza” di Apogeo.

Oltre le pizze degustazione, oltre le cene a quattro mani, oltre i topping “stellati” semplicemente oltre la pizza è il viaggio in quattro tappe che Massimo Giovanni della Pizzeria Apogeo di Pietrasanta (Lu) ci ha invitato a fare a partire dallo scorso Gennaio.

Un viaggio sul confine tra pizza e cucina, tra lievitazioni e fermentazioni, percorso in compagnia di quattro chef (e amici): Damiano Donati del Punto e Benedetto Rullo del Ristorante Giglio, entrambi a Lucca, Francesco Piacentini della Locanda di Mezzo di Barga e Masaki Kuroda del Serendepico di Gragnano.

IMG_3565 2All’appuntamento inaugurale con Damiano Donati ero presente anche io (come ho raccontato qui) e per nessuna ragione mi sarei persa le sperimentazioni “nipponiche” della serata di chiusura con Masaki Kuroda.

Iniziamo con una doppia entrata: cozza sur lie e mochi di mare. La cozza sur lie è una cozza gratinata con panko, servita su una cialda di lievito madre colorata al nero di seppia con maionese al mentaiko e lime. Nello stesso piatto anche il mochi di mare, una sfoglia di mochi soffiato su cui è servito il gambero rosso marinato allo yuzu con crema di formaggio, yuzu e erba cipollina.

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Si prosegue con due assaggi fritti, in cui ingredienti italiani si mixano con le tecniche di frittura giapponesi e viceversa. Assaggiamo una pizza fritta di riso mochi, lievito madre e tè verde, servita con del dentice marinato allo zenzero insaporito da fiocchi di palamita affumicata ed essiccata ed erba cipollina. L’interpretazione giapponese invece è un pane in tempura, impastato all’Apogeo, con semi di finocchio e umeboshi, insalatina mista e pagello seccato al sole con salsa yuzu.

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Ma si può privare un pizzaiolo della sua pizza? Certo che no! Ed ecco che arriva anche la pizza in una speciale versione nipponica. La proposta è infatti di una pizza al vapore con alga wakame tritata nell’impasto, farcita con palamita marinata con alga kombu e condita con salsa di soia, zenzero e spuma di pomodoro e alghe kombu, con aggiunta di alghe in polvere.

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L’ultima portata è il raviolo di lievito madre ripieno di anguilla al carbone, cotto “come il tordello versiliese” (cit.) e poi condito con fondo di anguilla, salsa di soia, pepe sansho e fiori di sambuco.

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La cena si chiude con un doppio dessert italo-giapponese: il bomboloncino al cacao ripieno di purea di fragole e la frittella mochi con una salsa di cioccolato bianco, miso in polvere, frutti di bosco e zucchero giapponese.

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Nei calici, per accompagnare la serata, i vini de Il Calamaio, giovane azienda lucchese, presentati da Samuele Bianchi, ingegnere di professione, vignaiolo per passione, nonché fondatore dell’azienda.

Già dal menù potevamo intuire che il viaggio “oltre continente” pensato da Massimo e Masaki ci avrebbe sorpreso e non poco. Ma oltre allo stupore, si è aggiunta la soddisfazione per una cena inaspettata, originale e anche molto divertente per il palato e non solo!

Adesso non ci resta che aspettare la prossima destinazione, sperando che il viaggio #oltrelapizza continui.

Roma, ad Aprile, diventa la capitale della pizza.

Roma sta per trasformarsi, per il secondo anno, nella Città della Pizza.

All’evento, che si svolgerà da Venerdì 6 a Domenica 8 Aprile, parteciperanno 40 pizzaioli che si alterneranno ai forni presentando 3 pizze ciascuno: una margherita o marinara, un cavallo di battaglia e una pizza speciale creata appositamente per la manifestazione. Sarà così possibile assaggiare oltre 100 pizze diverse, divise tra le categorie “napoletana”, “all’italiana”, “da degustazione”, “al taglio” e “fritta”.

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Questo il calendario dei pizzaioli presenti nelle 12 “case” della pizza:

Venerdì 6, 18:00 – 24:00: Graziano Monogrammi (La Divina Pizza), Giancarlo Casa (La Gatta Mangiona), Marco Rufini (Casale Rufini), Lello Ravagnan (Grigoris), Mirko Rizzo e Jacopo Mercuro, (180g Pizzeria Romana), Pierluigi Fais (Framento), Petra Antolini (Settimo Cielo), Angelo Rumolo(Grotto Pizzeria Castello), Ivano Veccia (Da Ciccio), Ciro Oliva (Concettina ai Tre Santi), Davide Fiorentini (O Fiore Mio), Marco e Antonio Pellone, (Pizzeria Ciro Pellone).

Sabato 7, 11:00 – 24:00: Gabriele Bonci (Pizzarium), Pier Daniele Seu (Seu Pizza Illuminati), Matteo Aloe e Massimo Giuliana (Berberè), Paolo De Simone (Da Zero), Salvatore Gatta (Pizzeria Fandango), Andrea Morini (Da Cecio), Stefano Vola (Vola Bontà per Tutti), Rosario Ferraro (L’Antica Pizzeria da Michele), Giorgio Caruso (Lievità), Giorgio Moffa (L’Antica Pizzeria da Ciro dal 1923), Cristiano Piccirillo (La Masardona), Simone Lombardi.

Domenica 9, 11:00 – 23:00: Ciro Salvo (50 Kalò), Ciccio Vitiello (Casa Vitiello), Sasà Martucci (I Masanielli di Sasà Martucci), Giuseppe Pignalosa (Le Parule), Diego Vitagliano (Diego 10), Edoardo Papa (In Fucina), Filomena Palmieri (Pizzeria Da Filomena), Massimo Giovannini (Apogeo), Carmine Donzetti, (Pizza & Fritti), Raffaele Bonetta (Pizzeria Ciarly), Roberta Esposito (La Contrada), Isabella De Cham.

Oltre alle tante (tantissime!) pizze da assaggiare ci saranno anche gli showcooking a quattro mani i cui i grandi chef stellati cucineranno insieme ai pizzaioli, i laboratori per i più piccoli, il palcoscenico di “Stand up Pizza”, in cui si esibiranno i giovani talenti raccontando il proprio territorio attraverso la pizza e uno spazio convegni in cui si svolgeranno workshop, degustazioni guidate e  seminari per gli addetti ai lavori. Tra questi assolutamente da non perdere è l’incontro di Domenica 8 ore 16:00 dal titolo Digital Pizza in cui si parlerà della grande attenzione che la pizza riceve online, tra blog, social e hashtag dedicati. Tra i relatori, insieme a Pizza Dixit, Tanzen vs Pizza e Lardo ai Giovani… anche Margherita Capricciosa!

 

Città della Pizza è organizzato da Vinòforum in collaborazione con Ferrarelle. Nel team di autori: Emiliano De Venuti, Luciano Pignataro, Luciana Squadrilli, Tania Mauri e Stefano Callegari. Per tutti i dettagli sull’evento è possibile consultare il sito.