Livorno, a scuola di pizza con lo chef Luigi Pomata.

Il 23 e 24 Ottobre si è tenuto a Livorno, presso la sede toscana della Grandi Molini Italiani, il corso per pizzaioli organizzato da GMI con i tecnici Paolo Bruno, Mario Cipriano, Gabriele Dani, Christian Romano e Luigi Ricchezza direttore di Pizza News School.

Alla prima delle due giornate, quella dedicata alla pizza in pala, ho partecipato con piacere anche io, incuriosita da questo invito insolito che mi ha permesso di capire come si struttura un corso di aggiornamento per pizzaioli, di saperne di più su uno dei più grani mulino d’Italia e di assaggiare i topping realizzati per l’occasione da Luigi Pomata.

Schermata 2018-10-27 alle 13.43.14Dopo una panoramica sull’azienda, che ho scoperto avere più di due secoli di storia e sopratutto essere uno dei principali gruppi molitori d’Europa (mi ha stupito molto sapere che a Livorno il grano arriva direttamente al mulino via nave, che è dotato di una sua banchina), i tecnici Bruno e Cipriano sono passati alla conduzione della giornata, iniziando con la storia della pala e affrontando fase dopo fase la realizzazione di questo prodotto.

Alla voce dei pizzaioli si alternava quella di Luigi Pomata, che per non tradire le sue origini, ha presentato due pizze al profumo di mare, illustrando i procedimenti per realizzarle e soffermandosi molto sul significato di gourmet, termine che anche per lui ormai è più che abusato.

Non potendo mettere le mani in pasta e intendendomi poco di preimpasti e temperature di cottura, il momento che ho più aspettato e gradito è stato quello dei due assaggi, ovvero:

la pizza bianca con pesto di zucchine, burrata, gambero rosso crudo e buccia di limone.

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E la pizza rossa con caponata di melanzane, tonno rosso di Carloforte marinato con erbe aromatiche e affumicato a freddo, cipolla rossa e mandorle tostate.

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Buone pizze in assaggio in una giornata insolita e divertente… da ripetere al più presto!

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A Cecina debutta Pizza Convivium. Tre giorni di pizza vista mare!

I toscani amanti della pizza non dovranno prendere nessun impegno il primo weekend di Ottobre perché a Marina di Cecina, in una bella pineta ad un passo dal mare, si svolgerà il primo Pizza Convivium.

Da venerdì 5 ottobre tre giorni di incontri, assaggi, formazione e trofei con i pizzaioli locali guidati da Gabriele Dani e i “guru” fiorentini Mario Cipriano e Giovanni Santarpia.

Oltre alle degustazioni, non mancheranno i laboratori, come quello su “La pizza in casa”, corso per amatori a cura di Albo Pizzaioli, o i cooking show.

Al forno degli “ospiti” si alterneranno Luca D’Auria e il panuozzo di Gragnano, Giovanni Santarpia e la pizza fritta, Mario Cipriano con la pizza sulla pala, Gabriele Dani, presidente dell’associazione e patron del Disapore Pizza Gourmet, che preparerà una pizza assieme allo chef emergente Simone Acquarelli del Frantoio di Montescudaio e Tony Scalioti per la pinsa.

Inoltre, il primo trofeo “L’Omino di ferro”, competizione riservata ai professionisti chiamati a preparare una pizza sotto gli occhi del pubblico, partendo da una “mistery box” con gli ingredienti che il pizzaiolo scoprirà sul momento.

Ci saranno anche attività dedicate ai più piccoli e per domenica mattina è stata organizzata un’escursione in bicicletta dal nome “bici&pizza”.

La manifestazione, organizzata dal Comune in collaborazione con l’associazione Pizze di Charme, si svolgerà al Parco Espositivo I Pini (località Cecinella).

“Abbiamo chiamato ‘Convivium’ questo evento – spiegano gli organizzatori –perché pensiamo che la pizza sia un modo per stare insieme felici”

… ed è per questo che dal 5 al 7 Ottobre saremo tutti felici al primo #pizzaconvivium!

 

Contaminazioni di Pizza: la pizza buona per una buona causa.

36613340_1754483857978231_561890960515006464_nTorna anche quest’anno a Pietrasanta (Lu) Contaminazioni di Pizza e lo fa alla grande, raddoppiando le giornate di evento e, soprattutto, moltiplicando i nomi degli ospiti e… le pizze da assaggiare!

Contaminazioni di Pizza, che vuole promuovere i lievitati di qualità in una felice contaminazione geografica e di stili, senza dimenticare lo scopo benefico per cui è nato (l’anno scorso il ricavato della manifestazione fu donato all’associazione Tuttigiuperterra di Francesca Martinengo, si svolgerà nel giardino della Pizzeria Apogeo il 30 e 31 Luglio, con un programma differente nelle due serate. 

Lunedì 30 

A partire dalle 19.00, squadre di pizzaioli toscani si alterneranno realizzando “pizze collaborative”, in una proficua e gustosa contaminazione di stili, impasti e suggestioni. Ogni degustazione, fatta di quattro assaggi, avrà il costo di 10€. Ad accompagnare le ottime pizze, ci sarà la birra artigianale del Birrificio del Forte. Ospiti della serata, alcune delle Donne di Pizza Donne di Cuore, professoniste della lievitazione, provenienti da varie parti d’Italia, che si uniranno nel lavoro ai colleghi.

Alle ore 18.00, prima dell’inizio degli assaggi, è previsto un momento di confronto riservato alla stampa e ai pizzaioli, dal titolo “Quale modello è possibile ipotizzare per una pizza di alta qualità in Toscana?”.

Martedì 31

Nella seconda giornata di evento è stata organizzata una cena su prenotazione con posti a sedere limitati, il cui ricavato sarà devoluto in beneficenza all’associazione Dynamo Camp

Tema della cena sarà il Vintage, ossia la rivisitazione in chiave contemporanea e di alta qualità dei grandi classici di sempre. Ad aprire, alle 19.30, un aperitivo a cura di Florence Cocktail Week preparato dal bartender Ricardo Salgado (Garnish, Viareggio) e gli entrée dello chef stellato Giuseppe Mancino (Ristorante Il Piccolo Principe, Viareggio). Si proseguirà quindi con le proposte dei pizzaioli ospiti, Massimiliano Prete (Gusto Madre, Torino) e Gianfranco Iervolino (450 gradi, Pomigliano d’Arco, Napoli), cui si affiancheranno due pizze ideate da Pizza & Peace, per concludere con il “panettone estivo” di Stefano Gatti (Il Fornaio, Viareggio). La Fisar Delegazione Versilia servirà i vini di Aquila del Torre, Benedetti & Grigi, Fattoria Sardi e Tenuta del Buonamico.
che organizza soggiorni per bambini e ragazzi dai 6 ai 17 anni con patologie gravi e croniche sia in terapia che in fase di post ospedalizzazione.
Il costo della cena è di 60€ e la prenotazione è obbligatoria (via telefono allo: 0584 793394 o tramite mail a: info@pizzaandpeace.it)

Se volete conoscere i nuovi soci di Pizza & Peace, l’associazione promotrice dell’evento (oltre che della creatività, della collaborazione e della condivisione dei saperi nella pizza !), se volete avere la possibilità di assaggiare le migliori pizze toscane o, meglio ancora, se volete partecipare ad una cena sapendo di fare del bene, non dovete assolutamente perdere questo evento. 

Ci vediamo a Pietrasanta!

 

50 Top Pizza, la finalissima a Napoli!

37000422_10214171250866692_2017359741092626432_nDopo l’anteprima romana di Giugno è finalmente arrivato il momento di conoscere le prime 50 pizzerie d’Italia, tra le 1000 recensite dalla guida on-line 50 Top Pizza.

Il 24 Luglio al Teatro Mercadante di Napoli si terrà l’evento finale in cui saranno premiati  i locali “top” tra le posizioni 50 e 11, con 4 forni, e quelli nella top ten, ovvero il gotha della pizza mondiale, con 5 forni. Saranno inoltre consegnati 20 premi speciali nonché 8 riconoscimenti internazionali a pizzerie provenienti da 5 diversi continenti.

Le pizzerie inserite in 50 Top Pizza, che porta la firma di Barbara Guerra e Albert Sapere, curatori del congresso LSDM e del giornalista enogastronomico Luciano Pignataro, sono state valutate da 100 ispettori e da 20 esperti su tutto il territorio nazionale (13 le regioni rappresentate tra le 50 finaliste) non solo per il prodotto, ma anche tutto ciò che gli gira attorno, dal servizio, alla carta dei vini e delle birre, passando per l’arredamento.

Se siete curiosi di sapere in tempo reale quali sono le migliori pizzerie d’Italia potete seguire la diretta dell’evento su finedininglovers.it e su lucianopignataro.it.

Oppure potete curiosare su facebook e instagram di Margherita Capricciosa, che sarà a Napoli e di tanto in tanto vi racconterà quello che succede.

Buona pizza a tutti e… che vinca il migliore!

Dalla Toscana al Giappone: l’ultimo viaggio “oltre la pizza” di Apogeo.

Oltre le pizze degustazione, oltre le cene a quattro mani, oltre i topping “stellati” semplicemente oltre la pizza è il viaggio in quattro tappe che Massimo Giovanni della Pizzeria Apogeo di Pietrasanta (Lu) ci ha invitato a fare a partire dallo scorso Gennaio.

Un viaggio sul confine tra pizza e cucina, tra lievitazioni e fermentazioni, percorso in compagnia di quattro chef (e amici): Damiano Donati del Punto e Benedetto Rullo del Ristorante Giglio, entrambi a Lucca, Francesco Piacentini della Locanda di Mezzo di Barga e Masaki Kuroda del Serendepico di Gragnano.

IMG_3565 2All’appuntamento inaugurale con Damiano Donati ero presente anche io (come ho raccontato qui) e per nessuna ragione mi sarei persa le sperimentazioni “nipponiche” della serata di chiusura con Masaki Kuroda.

Iniziamo con una doppia entrata: cozza sur lie e mochi di mare. La cozza sur lie è una cozza gratinata con panko, servita su una cialda di lievito madre colorata al nero di seppia con maionese al mentaiko e lime. Nello stesso piatto anche il mochi di mare, una sfoglia di mochi soffiato su cui è servito il gambero rosso marinato allo yuzu con crema di formaggio, yuzu e erba cipollina.

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Si prosegue con due assaggi fritti, in cui ingredienti italiani si mixano con le tecniche di frittura giapponesi e viceversa. Assaggiamo una pizza fritta di riso mochi, lievito madre e tè verde, servita con del dentice marinato allo zenzero insaporito da fiocchi di palamita affumicata ed essiccata ed erba cipollina. L’interpretazione giapponese invece è un pane in tempura, impastato all’Apogeo, con semi di finocchio e umeboshi, insalatina mista e pagello seccato al sole con salsa yuzu.

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Ma si può privare un pizzaiolo della sua pizza? Certo che no! Ed ecco che arriva anche la pizza in una speciale versione nipponica. La proposta è infatti di una pizza al vapore con alga wakame tritata nell’impasto, farcita con palamita marinata con alga kombu e condita con salsa di soia, zenzero e spuma di pomodoro e alghe kombu, con aggiunta di alghe in polvere.

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L’ultima portata è il raviolo di lievito madre ripieno di anguilla al carbone, cotto “come il tordello versiliese” (cit.) e poi condito con fondo di anguilla, salsa di soia, pepe sansho e fiori di sambuco.

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La cena si chiude con un doppio dessert italo-giapponese: il bomboloncino al cacao ripieno di purea di fragole e la frittella mochi con una salsa di cioccolato bianco, miso in polvere, frutti di bosco e zucchero giapponese.

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Nei calici, per accompagnare la serata, i vini de Il Calamaio, giovane azienda lucchese, presentati da Samuele Bianchi, ingegnere di professione, vignaiolo per passione, nonché fondatore dell’azienda.

Già dal menù potevamo intuire che il viaggio “oltre continente” pensato da Massimo e Masaki ci avrebbe sorpreso e non poco. Ma oltre allo stupore, si è aggiunta la soddisfazione per una cena inaspettata, originale e anche molto divertente per il palato e non solo!

Adesso non ci resta che aspettare la prossima destinazione, sperando che il viaggio #oltrelapizza continui.

Massimo Giovannini e Damiano Donati, insieme oltre la pizza.

Che Massimo Giovannini avesse voglia di andare “oltre la pizza” lo si era già capito nel 2015 quando nel suo giardino aveva dato vita alla prima edizione di Lieviti d’Autore, un’intima ma ben curata manifestazione dedicata alla pizza di qualità e alla birra artigianale.

Dopo Contaminazioni, l’evento benefico che si è svolto lo scorso Luglio, organizzato dalla neonata Associazione Pizza & Peace  di cui Massimo fa parte, l’ultima pensata in casa Apogeo è un ciclo di quattro appuntamenti con altrettanti nomi noti della ristorazione lucchese (e non solo). In occasione di ogni cena, lo chef e il pizzaiolo padrone di casa, si scambiano tecniche, idee e sapori con l’obiettivo, appunto, di andare oltre la pizza, facendo “lievitare il pensiero creativo” (cit.).

Giovedì 25 Gennaio si è tenuta la prima di queste cene e ad inaugurare il ciclo è stato Damiano Donati del Punto di Lucca, premiata come Trattoria dell’anno dalla Guida I Ristoranti d’Italia 2018 de l’Espresso.

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Il percorso proposto da Massimo e Damiano è un viaggio tra le lievitazioni, le fermentazioni e le rifermentazioni, che tocca non solo la cucina ma anche la scelta dei vini, curata da Rolling Wine, e-commerce di vini biologici e biodinamici.

Si inizia con un pane realizzato con doppio impasto di farina di ghiande e avena e di barbabietola rossa, patate e polenta, da “tuffare” nell’olio evo nuovo di Maremma.

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Dopo la prima “lievitazione”, la cena entra nel vivo con il crostone al cavolo nero e ortaggi di stagione. Il pane, preparato con l’estratto di cavolo nero e impastato con il lievito madre, è “decorato” da 12 verdure dell’orto, cotte separatamente e ciascuna in modo differente (crudo, vapore, spadellato). A condire, chutney di mela e polvere di barbabietola rossa e cavolo nero. Questo primo piatto è stato accompagnato da un calice di Camaleonte 2016 (Tai rosso e Garganega), dell’azienda veneta Siemàn, un vino bianco frizzante, rifermentato in bottiglia.

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Si prosegue sulla via della “fermentazione”, con i tacos di mais, verdure e legumi. Il taco è preparato con mais fermentato e al suo interno cavolo nero, broccolo romanesco e il fagiolo rosso di Lucca (Presidio Slow Food) pestato con succo di limone. In abbinamento un calice di Tibulato 2016 dell’azienda umbra Tiberi, un Trebbiano in purezza raccolto a mano e -dato il tema della serata- riferementato in bottiglia anche questo.

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E la pizza? Eccola che arriva. Pizza di castagne al vapore con pomodoro San Marzano DOP, lardo di Colonnata IGP ricotto per 15 ore sotto vuoto (in modo da renderlo più “scioglievole”) e ricotta ripassata in forno con gli aromi del lardo. Eccezionale! La pizza è accompagnata nuovamente da un vino veneto, il Tainot 2016 (Tocai Friulano, Pinot Bianco e Vespaiola) della cantina Matervi

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A chiudere la cena, i bomboloncini (fritti dalla cara Barbara!) ricoperti di zucchero e serviti caldi, assieme ad un bicchiere di The Thing il vino dolce dello spagnolo Alfredo Mestro.

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Un pizzaiolo e uno chef, la passione per la cucina e la loro voglia di sperimentare, e un’idea originale sono stati gli ingredienti di questo viaggio ben riuscito tra lievitazioni e fermentazioni, in cui ci siamo spinti, con grande soddisfazione per il palato,  #oltrelapizza.

Che forma prenderà adesso la creatività di Massimo e dei suoi ospiti? Lo scoprirete solo partecipando ad una (o a tutte!) delle prossime cene presso la Pizzeria Apogeo di Pietrasanta.

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PIZZERIA APOGEO

Via Pisanica, 136 – Pietrasanta (Lu)

Tel. 0584/793394