La Pizza di Rebe, non chiamatela pizza al taglio!

Nove anni fa Cristiano Diodato ha dato una svolta alla sua vita, inaugurando questa pizzeria al taglio e da asporto in un quartiere residenziale di Prato aperta a pranzo e a cena. Durante questo periodo non ha mai smesso di formarsi, di conoscere colleghi, di ricercare i migliori ingredienti per la sua pizza e le ricette che più lo rappresentassero, fino a quando ad inizio di questo anno ha capito che la definizione di “pizzeria al taglio” era riduttiva rispetto al grande lavoro che stava facendo.

Schermata 2019-10-29 alle 00.45.32.pngE così, complici un’ottima riprogettazione degli spazi e una buona dose di coraggio, ha trasformato il suo locale in una curatissima e moderna pizzeria da circa 30 coperti (tra cui l’intelligente banco a scomparsa davanti al laboratorio!), con servizio al tavolo e personale preparato.

Il menu è diviso in pizze classiche o “differenti”, ciascuna ordinabile sia tonda che alla pala, in più in carta anche calzoni e focacce ripiene. Il forno è elettrico, gli impasti sono realizzati con farine a “km buono” tra cui quelle del Molino Bardazzi, proprio di Prato, e sono disponibili in due versioni: il classico macinato a pietra o l’integrale (con l’aggiunta di semi nella versione in pala).

Vorrei poter assaggiare più pizze possibili e per questo chiedo a Cristiano di prepararmi una degustazione in pala, composta da un mix di tranci semplici e ripieni, con farina bianca o integrale.

IMG_7499Nella versione integrale provo le due focacce: la Cavolata Nera, farcita con crema di cavolo nero, stracchino e finocchiona, e una focaccia ripiena fuori carta con funghi porcini trifolati, prosciutto cotto al forno e mozzarella.

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Ordino anche un’altra pizza del giorno, la Grignano, rivisitazione della parmigiana, con salsa di pomodoro, mozzarella, melanzane, patè di pomodorini semi-dried, burrata pugliese e olio al basilico.

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Su consiglio del pizzaiolo, assaggio anche la Vesuvio, con pomodoro, mozzarella, battuto d’aglio e prezzemolo, acciughe, ciliegini, parmigiano reggiano, cipolla di Montoro e olive taggiasche.

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Chiudo con la Sapore delle Alpi, in cui mozzarella e taleggio fanno da base al radicchio rosso spadellato nel vino Chianti e straccetti di speck croccante.

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In entrambe le versioni, l’impasto è molto leggero e soffice ma con la croccantezza giusta degna di una buona pala. I condimenti, sia quelli più classici che le declinazioni toscane, non deludono mai per la qualità degli ingredienti.

IMG_7514.jpegGià che ci sono assaggio anche uno spicchio di pizza tonda Regina Marghe con fiordilatte, pomodorini spadellati con aglio e basilico e olio al basilico. Buona ma forse un po’ meno interessante rispetto alla pala, vero fiore all’occhiello di questa pizzeria.

Schermata 2019-10-29 alle 00.29.03.pngPer concludere la cena, da una buona lista di dolci scelgo un imperdibile babà in vasocottura homemade e un originalissimo panino morbido con crema pasticcera e salsa di fichi fatta maison.

Ho accompagnato la degustazione, ahimè, con acqua ma se avessi voluto avrei potuto scegliere tra qualche etichetta di vino e una buona selezione di birre artigianali.

Per chi se lo stesse chiedendo, nonostante la trasformazione del locale, il bancone durante il giorno è ancora imbandito con tranci di pizza per un pasto veloce… ma, nonostante questo, vi prego, non chiamatela più pizzeria al taglio perchè La Pizza di Rebe è molto di più!

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LA PIZZA DI REBE

Via Ardengo Soffici, 32 – Prato

Tel. 0574/634503

Pizze da 6€ a 13€, pizza Margherita 6€ (al pezzo 1,80€).

La mi’ pizza al Toscano Dop: quando la pizza parla toscano.

La Maremma, il Pecorino Toscano DOP del Caseificio Sociale Manciano e dieci pizzaioli. Questi gli ingredienti de La mi’ pizza al Toscano DOP l’evento organizzato lo scorso sabato a Capalbio, con il contributo della Regione Toscana, nell’ambito delle iniziative di promozione e valorizzazione del Pecorino Toscano DOP.

Ai pizzaioli intervenuti è stato chiesto di creare una pizza utilizzando almeno una delle tipologie di pecorino del Caseificio Sociale Manciano: il delicato Pecorino Toscano DOP Amico del Cuore, il più intenso Pecorino Toscano DOP stagionato 12 mesi e il Pecorino Toscano DOP Rosso Petti di Manciano, trattato in crosta con doppio concentrato di pomodoro toscano fornito dal Gruppo Petti e olio extravergine di oliva Toscano IGP di OL.MA Collegio Toscano degli Olivicoltori. Oltre al formaggio, per rafforzare la “toscanità” di queste pizze, a loro disposizione anche  il pomodoro del Gruppo Petti, azienda della provincia di Livorno che produce conserve di pomodoro 100% toscano e le farine del Molino Parri di Rigomagno, in provincia di Siena.

Al forno, durante l’intera giornata, si sono alternati i pizzaioli locali Giacomo Fusi della Pizzeria Doppio Zero di Manciano, Fabio Pettorali della Pizzeria Il Melograno e Pietro Camerota della Pizzeria Mon Amour entrambi di Grosseto. Ma anche pizzaioli da fuori provincia come Melchiorre Cafiero della Pizzeria Ci si trova lì di Venturina, Domenico Felice della pizzeria Ti do una pizza di Firenze, Paolo D’Urzo, pizzaiolo partenopeo in arrivo dalla pizzeria La Veranda di Siena. E pizzaioli “spicchiati” come Gabriele Dani di Disapore La Pietra pizzeria contemporanea di Cecina, MarioCipriano, in arrivo dal ristorante-pizzeria Il Vecchio e il Mare di Firenze, Gabriele Tonti, titolare di Ghevido a Sesto Fiorentino e Gloria Basagni, in rappresentanza di Menchetti, panificio dal 1948 con sede a Cesa Marciano della Chiana, in provincia di Arezzo.

Molto diverse le pizze proposte durante la serata, da quelle cotte in forno a legna a quelle sfornate dall’elettrico, dalla pizza in napoletana, alla pizza in pala, fino alla pizza al vapore, di mare e di terra, ma sempre con un protagonista assoluto: il pecorino.

Tra le pizze assaggiate, tutte di ottimo livello, ce ne sono state alcune veramente interessanti.

IMG_6752Come la fresca la Marinara Gialla di Gabriele Dani con base pomodoro di zucca, ossia salsa di zucca in acqua di pomodoro, scaglie di pomodori pelati Petti essiccati, stracciatella di Pecorino Toscano DOP Rosso Petti di Manciano, alici di Cetara e zest di limone, aglio e origano.

IMG_6778O la Pizza Maremmana di Fabio Pettorali, con pomodori datterini pelati Petti e pomodori datterini Azienda Sfera, bufala affumicata,  rigatino di Cinta senese biologico della Tenuta di Paganico e pecorino in due varianti: scaglie di Pecorino Toscano DOP stagionato 12 mesi e crema di Pecorino Toscano DOP Amico del Cuore per farcire il cornicione.

IMG_6785Anche se la più maremmana di tutte è stata senza dubbio la Buttera di Gabriele Tonti farcita con sugo alla Buttera (salsiccia di maiale e di cinghiale, cipolla bianca stufata e ristretto di pomodori pelati Petti), Pecorino Stagionato DOP 12 mesi grattugiato, olive riviera, timo, germogli di porro.

IMG_6743Molto originale la pizza Nuvola cotta a vapore di Mario Cipriano con farina macinata a pietra, fonduta di Pecorino Toscano DOP, polpo croccante, sabbia di lamponi e zest di tartufo fresco, che si è fatta notare per un insolito accostamento di prodotti del mare e della terra.

Per fortuna non ci sarà bisogno di aspettare la prossima edizione di questo evento gustoso per sperimentare l’abbinamento pizza e pecorino poiché le pizze ideate per questa occasione saranno presto inserite nei menù dei rispettivi pizzaioli.

Quindi… non resta che tornare ad assaggiarle tutte!

Saporè è sempre una buona idea!

Sono tornata a cena da Saporè dopo un paio di anni di assenza e anche questa volta l’esperienza è stata grandiosa.

Dopo aver recentemente inaugurato due pizzerie nel centro di Verona -una con tavoli e l’altra solo a taglio- e una in Toscana, l’ultima di Renato Bosco (che davvero non sta fermo un attimo!), è stata quella di ampliare la sua prima sede di San Martino Buon Albergo, spostando il locale al centro della piazza del paese in un edificio storico. E’ quindi dall’estate 2018 che i clienti vengono accolti in uno spazio nuovo, su due livelli (piano terra e cantina), dove il mix di pietra, ferro e legno ha saputo creare un design lineare ed elegante, a cui non manca luminosità. Molto interessante l’idea di aggiungere lampade da tavolo, così da esaltare al massimo la bellezza dei piatti!

Non sapendo cosa scegliere da un menù che è sempre più ricco (e a pranzo si aggiunge anche una selezione di piatti dalla cucina) opto per il percorso degustazione che il pizza-ricercatore ha creato in occasione di Vinitaly, che mi consente l’assaggio di quasi tutti gli impasti proposti a Saporè abbinati a primizie di stagione e eccellenze italiane (tra gli ingredienti per i topping non mancano prodotti Presidio Slow Food o certificazioni DOC). Nel viaggio, mi faccio accompagnare da una bottiglia di “La Rovesciata”, prosecco sui lieviti dei Colli Berici, prodotto dall’azienda Corte De Pieri.

IMG_8217Il benvenuto dello chef è un crostino di pane a Pasta Madre Viva con crema di formaggio caprino, funghi, misticanza e semi di papavero ma la degustazione vera e propria si apre con Pane Semi&Salumi, bocconcini di pane ai semi serviti con lardo aromatizzato con scannello, con crema di ricotta e zucchina cruda a julienne aromatizzata alla menta e con Stortina Veronese e Monte Veronese di malga. Perfetti per stuzzicare l’appetito e davvero un’ottima idea… chi mai penserebbe di ordinare del pane in pizzeria?

IMG_8221Si prosegue con la Mozzarella di Pane Asparago. La mozzarella di pane è un piccolo panino d’ispirazione orientale, molto morbido, imbevuto di acqua di governo della mozzarella e poi cotto a vapore, che in questa occasione è stato farcito con crema di ricotta e asparago bianco, uovo di quaglia e asparago verde crudo. Fresco e delicatissimo.

IMG_8226E’ il momento della croccantezza, con la Pizza Crunch con ristretto di pomodoro, capperi, foglie di limone, Brà stagionato, zeste di limone e olio extra vergine di oliva e con la Pizza Doppio Crunch imbottita con crema di verdura, mozzarella fiordilatte, tarassaco, funghi cardoncelli e Monte Veronese di malga.

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In una degustazione da Saporè non può mancare l’Aria di Pane, impasto soffice e leggerissimo realizzato con sola Pasta Madre Viva, proposta per l’occasione nella sua versione più classica con Burrata e prosciutto crudo di Parma stagionato 30 mesi.

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Per finire la Pizza senza lieviti aggiunti, dall’intenso sapore di grano perché realizzata attraverso il processo d’idrolisi del grano spezzato, guarnita con crema di zucchine, mozzarella fiordilatte, pancetta cotta, Asiago Stravecchio e origano.

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Purtroppo dopo un percorso così ricco non ho più “spazio” per assaggiare uno dei dessert presenti in carta, ma non mi privo comunque di un momento dolce grazie alla piccola degustazione di biscotti di pasta frolla (alla mandorla, al pistacchio e caffè e alla nocciola e cacao) che accompagna il caffè. Perfetta conclusione di questo viaggio.

Renato Bosco, maestro di impasti e lievitazioni, nel suo nuovo locale che profuma di pizza e di passione è stato capace, se possibile, solo di migliorarsi. E con questo menù ancora una volta ha saputo raccontarci… di che pasta è fatto. 


SAPORE’

Piazza del Popolo, 46 – San Martino Buon Albergo (VR)

Tel. 331.9873375

Pizza da 6€ a 25€, Pizza Margherita da 7,50€ a 15€ (anche menù bambini)

 

La Pergola di Radicondoli: tra le colline senesi una pizza che sa di Toscana.

La Pergola di Radicondoli è quel posto in cui vorresti cenare in una sera d’estate, gustando una buona pizza in terrazza davanti allo spettacolo del sole che tramonta sulle colline senesi. Ma La Pergola è anche quel posto in cui, pur arrivando “fuori stagione”, che è già buio e il panorama può solo essere immaginato… l’esperienza non sarà sicuramente da meno.

Il locale è semplice ma molto curato. L’atmosfera rustica del pavimento in graniglia, delle travi in legno e delle sedie in paglia è ravvivata da un’illuminazione moderna e dalle opere d’arte contemporanea che danno colore e impreziosiscono l’ambiente.

IMG_7440Il menù è diviso in pizze degustazione, presentate a spicchi e pensate per essere condivise dai commensali, pizze bianche e pizze rosse, proposte sia nelle versioni classiche che in varianti più creative, e calzoni. Tante le pizze suggerite anche per vegetariani e vegani. In aggiunta, anche qualche piatto dalla cucina: pasta fresca fatta in casa, prodotti del territorio e molte ricette toscane.

Ma la cosa che più colpisce sfogliando il menù è la pagina dedicata agli oli, che non a caso ha valso al locale il premio Pizzeria dell’Olio 2018 di AIRO (Associazione Internazionale Ristoranti dell’Olio). Quanti ristoranti, prima ancora che pizzerie, propongono una carta degli oli? Ancora troppo pochi. A La Pergola invece è già possibile scegliere tra una decina di oli evo italiani differenti, tra cui anche qualche Presidio Slow Food.

Lievito madre, impasti differenti, pale romane e cotture al padellino, tanta fantasia…  ecco perché per la scelta della pizza mi affido a Tommaso, che mi propone una degustazione delle sue creazioni più rappresentative. Sempre su suggerimento, ordino una bottiglia di Contadi Castaldi Brùt, che dovrebbe essere l’ideale compagna di questo viaggio.

IMG_7393Si inizia con la Margherita, semplice ma non banale, realizzata con pomodoro bio Petrilli, mozzarella Fior d’Agerola, origano di Pantelleria, basilico genovese e a crudo l’olio biologico Titone di Trapani (neo vincitore dell’oscar degli oli d’oliva, Il Magnifico 2019).

IMG_7415Il secondo, delicato, assaggio è una variazione della Crudo di Gamberi, con gamberi crudi del Mediterraneo, burrata pugliese, lardo di cinta senese e qualche goccia di olio evo Quattrociocchi del Lazio.

Dalla terza pizza in avanti, è la Toscana la protagonista assoluta di ogni spicchio.

IMG_7416Si inizia con la Prosciutto di Cinta, una pizza con prosciutto di cinta senese del Salumificio Renieri, burrata pugliese, pecorino a latte crudo del Podere Paugnano di Radicondoli, olio Chianti Classico DOP di Castel Ruggero Pellegrini.

IMG_7420Si prosegue con due assaggi di pizza con Tartare di Chianina, variante toscana della più nota tartare piemontese. Una con cappero di Pantelleria, maionese all’uovo, pomodoro datterino confit e misticanza, l’altra con maionese all’uovo al tartufo, misticanza e scaglie di tartufo bianchetto sott’olio.IMG_7422

Si ispira ad uno dei piatti più popolari in toscana, la Pizza ai Fegatini, con patè di fegatini di pollo, cipolla caramellata, pomodoro secco e capperi, abbinata ad un olio dell’Azienda Agricola Giacomo Grassi, prodotto con una varietà autoctona di olive, tipica delle colline fiorentine.

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Chiude la degustazione la Pizza con Cinghiale sfilettato, in cui il cinghiale, cucinato con le olive infornate di Ferrandina Presidio Slow Food, è accompagnato da lardo di cinta senese e pecorino toscano. Oltre che nella farcitura, questa pizza è particolare anche  anche nell’impasto, in pala romana, che è realizzato con cacao in omaggio all’antica ricetta toscana del “cignale in dolceforte”.

IMG_7426La pizza di Tommaso Vatti è pura toscana e mai prima di questa cena una pizza era stata capace di raccontarmi così chiaramente di un territorio, i suoi prodotti e le sue tradizioni. Per questo motivo (ma anche per quel tramonto in terrazza che non sono riuscita a vedere!) una nuova gita a Radicondoli è già segnata in calendario.


LA PERGOLA DI RADICONDOLI

Via Giuseppe Garibaldi, 22 – Radicondoli (SI)

Tel. 0577.790717

Pizze da 7€ a 20€, Pizza Margherita da 7€ a 14€

 

 

 

Disapore La Pietra, a Cecina c’è una pizzeria che vale il viaggio.

Dopo aver rimandato per troppo tempo, finalmente lo scorso sabato sera sono stata a cena da Gabriele Dani, a Cecina, nella sua pizzeria Disapore La Pietra Pizzeria Gourmet.

Oltre alla sala interna, per ospitare i tanti clienti c’è anche una veranda, calda ed arredata con cura, e per attendere che il tavolo sia pronto… un comodo divano bianco! Un angolo bar dove a breve saranno disponibili anche i cocktail e la cucina che affaccia sulla veranda, dove si può scorgere il pizzaiolo e la sua brigata muoversi tra il forno a legna e quello combinato. Circonda la pizzeria, un’area verde (ed attrezzata per il tennis) che in estate deve dare il suo massimo.

Il menù, che propone differenti tipi di impasto e che da ampio spazio ai prodotti del territorio, suddivide le pizze in pietre miliari, d’ispirazione napoletana, eccellenti, gourmet e focacce. Sulla lavagna è poi possibile leggere le proposte del giorno. E’ suggerito l’abbinamento con il vino, anche se non c’è ancora una vera carta (che è in lavorazione, così come il nuovo menù), ma più interessante al momento sembra essere la proposta di birre, con almeno tre birrifici artigianali disponibili in bottiglia.

Anche se l’attenzione (e il palato) sono catturati da alcuni nomi, mi affido a Gabriele e mi  faccio guidare da lui in un viaggio tra le creazioni.

IMG_6138La prima ad arrivare in tavola è una Montanarina con salsa di pomodoro San Marzano, bufalina affumicata toscana, alici di Cetatra, pecorino, oliva taggiasche, cappero e una foglia di basilico fresco. Croccante e saporitissima, è perfetta come inizio!

Dopo la pizza fritta si passa agli assaggi di pizza “contemporanea”, come Gabriele  definisce le sue creazioni più innovative.

IMG_6141.jpgLa prima è la Boca (che sta per Bologna-Catania), una pizza bianca con impasto di grano verna, un’antica varietà di grano toscano, con stracciatella di Vada, mortadella di Bologna, pomodori secchi di Bibbona e pesto e granella di pistacchio di Bronte.

La seconda che assaggio, con stesso impasto, è la Butterfly, anche questa a base con stracciatella, rucola pomodoro giallo e gambero biondo marinato agli agrumi, elegante e delicata.

IMG_6148.jpgSi prosegue con la Marinara Gialla con aglio rosso di Nubia, stracciatellina, alici di Cetara, origano di Pantelleria, una grattata di scorza limone e qualche goccia di olio al peperoncino con agrumi della Peperita di Bibbona, freschissima, è probabilmente la mia preferita.

A chiudere la panoramica sulle pizze “creative” è in realtà una focaccia, la Ti do un passaggio… Andria-Parma, con culatello, stracciatella, grana stravecchio di oltre 36 mesi e gocce di aceto balsamico invecchiato 30 anni.

IMG_6161.jpgMa la degustazione non finisce qui e dopo le pizze più fantasiose spazio alla tradizione con  un viaggio a Napoli: la Marinara con aglio di Nubia e origano di Pantelleria, la Cosacca con grattata di pecorino romano e di parmigiano e, ovviamente, la Margherita. Divertente la “verticale” partenopea e nota di merito per la marinara che supera le aspettative!

IMG_6167.jpgDopo tutte queste pizze, Gabriele mi fa assaggiare anche un crostone croccante fatto con il suo pane, leggermente fritto in padella con tonno del Mediterraneo, olive leccine, pomodorino, ricotta con pepe limonato e cipolle caramellate. Ottimo e stuzzicante, la prossima volta da provare ad inizio cena.

IMG_6172.jpgChiude la serata una pizza che è quasi un dolce: è la Gourmet di fine pasto creata insieme a Cristina Galliti, appassionata gastronoma ma soprattutto amica di Gabriele. Una pizza che nell’impasto ha anche un po’ di cannella, zucchero di canna e gocce cioccolato farcita con mousse di mozzarella di bufala aromatizzata alla vaniglia, pomodorini della Mediterranea Belfiore, azienda conserviera di Cecina, e polvere di caffè. Arriva a fine cena ma non ha l’aspetto un dessert e per questo confonde e stupisce.

Avevo conosciuto Gabriele lo scorso Ottobre in occasione della prima edizione di Pizza Convivium e poi ci eravamo ritrovati insieme a Livorno, nella giornata di formazione pizzaioli presso la Grandi Molini Italiani, senza però mai veramente assaggiare le sue pizze. Ma dopo questa piacevole esperienza credo che programmerò presto la prossima “pizza fuori porta” proprio a Disapore La Pietra Pizzeria Gourmet.


DISAPORE LA PIETRA PIZZERIA GOURMET

Via Aldo Moro, 15 – Cecina (Li)

Tel. 327/7639650

Pizze da 6€ a 14€, pizza Margherita 6€.

 

A Cecina debutta Pizza Convivium. Tre giorni di pizza vista mare!

I toscani amanti della pizza non dovranno prendere nessun impegno il primo weekend di Ottobre perché a Marina di Cecina, in una bella pineta ad un passo dal mare, si svolgerà il primo Pizza Convivium.

Da venerdì 5 ottobre tre giorni di incontri, assaggi, formazione e trofei con i pizzaioli locali guidati da Gabriele Dani e i “guru” fiorentini Mario Cipriano e Giovanni Santarpia.

Oltre alle degustazioni, non mancheranno i laboratori, come quello su “La pizza in casa”, corso per amatori a cura di Albo Pizzaioli, o i cooking show.

Al forno degli “ospiti” si alterneranno Luca D’Auria e il panuozzo di Gragnano, Giovanni Santarpia e la pizza fritta, Mario Cipriano con la pizza sulla pala, Gabriele Dani, presidente dell’associazione e patron del Disapore Pizza Gourmet, che preparerà una pizza assieme allo chef emergente Simone Acquarelli del Frantoio di Montescudaio e Tony Scalioti per la pinsa.

Inoltre, il primo trofeo “L’Omino di ferro”, competizione riservata ai professionisti chiamati a preparare una pizza sotto gli occhi del pubblico, partendo da una “mistery box” con gli ingredienti che il pizzaiolo scoprirà sul momento.

Ci saranno anche attività dedicate ai più piccoli e per domenica mattina è stata organizzata un’escursione in bicicletta dal nome “bici&pizza”.

La manifestazione, organizzata dal Comune in collaborazione con l’associazione Pizze di Charme, si svolgerà al Parco Espositivo I Pini (località Cecinella).

“Abbiamo chiamato ‘Convivium’ questo evento – spiegano gli organizzatori –perché pensiamo che la pizza sia un modo per stare insieme felici”

… ed è per questo che dal 5 al 7 Ottobre saremo tutti felici al primo #pizzaconvivium!

 

A cena da (e con) Gennaro Nasti, il pizzaiolo di Parigi.

“Se passi da Parigi fatti sentire” mi aveva detto Gennaro Nasti il giorno in cui ci siamo incontrati a Verona in occasione dell’ultimo Vinitaly, ospiti entrambi allo stand di Terra Moretti.

E così ho fatto. Una volta arrivata nella ville lumiere, l’ho chiamato e ho prenotato un tavolo per due.

Sono andata a cena da Bijou una sera di Agosto, in compagnia di un amico fotografo (autore di questi scatti), e mi sono sentita accolta da Gennaro come se la nostra fosse un’amicizia di lunga data. Sorseggiando champagne sulla piazzetta davanti al locale, ho aspettato il mio tavolo parlando con Gennaro di questo suo piccolo “gioiello” che ha poco più di 30 coperti e che da quasi due anni, nonostante una partenza in salita, fa il pieno ogni giorno, sia a pranzo che a cena.

Il locale è tanto piccolo quanto curato in ogni dettaglio, con un atmosfera a metà tra il retrò dei tipici locali di Montmartre e il design contemporaneo. Luce soffusa, calici per il vino, tovaglioli in stoffa, anche qualche tavolo conviviale, forno a legna e una lampada rossa vicina al forno, trucco (e segreto!) dello chef pizzaiolo. Il menù ricco di ingredienti di qualità, biologici, dop e presidi Slow Food, si suddivide in pizze contemporanee, che variano con frequenza mensile, e pizze classiche e napoletane ad onorare le origini.

Scelgo di non scegliere e lascio che Gennaro decida per me, facendomi guidare alla scoperta delle sue pizze in un viaggio fatto di tradizione, quella campana delle sue origini ma anche quella italiana dei suoi prodotti, e innovazione, che si ritrova nelle tecniche (come la lievitazione in barattoli o l’impasto con champagne) e negli abbinamenti.

Come potrebbe iniziare una degustazione un buon pizzaiolo campano, se non con una montanara? Con quattro montanare! Impasto di farina semi integrale uguale per tutte, topping differenti: una con ragù antico senza carne e crema di ricotta di bufala, una con zucchine alla scapece, una con crema di ricotta di bufala e ‘nduja e una con stracciatella e perle di tartufo.

Si prosegue con la Melanzana, una “pala” bianca realizzata con impasto di segale condita melanzane a funghetto, pomodoro datterino siciliano, pesto, stracciatella e olio d’oliva. Anche in questo caso, la conquista del nostro palato è affidata ai sapori del Sud Italia.

Il terzo assaggio è un vero colpo di fulmine. Una pizza marinara realizzata con impasto 100% integrale, pomodoro San Marzano cotto alla brace e schiacciato a mano, origano di Pantelleria, aglio rosso abruzzese e olio di coratina. Non ho mai provato tanto gusto nel mangiare una pizza rossa, cosi semplice per altro, come in questo caso!

Concludiamo con la Salata, una tra le proposte innovative del menù: impasto al mais, friarelli saltati con aglio, olio e peperoncino sotto ad una tartare di fassona con erba cipollina, pepe in grani del Vietnam e scorza limone, con aggiunta di pecorino sciolto leggermente con il cannello.

Eccezionalmente per l’occasione ad ogni pizza abbiamo abbinato un vino diverso, scelto appositamente da Gennaro dalla sua interessante carta dei vini. Carta che è quasi tutta made in italy ma che lascia comunque spazio a qualche vino francese o estero e agli champagne. Inoltre, sul menù non manca una proposta di birra e qualche cocktail.
Dopo essersi fatto apprezzare come pizzaiolo “verace” (grazie al suo altro locale parigino, Popine), Gennaro è riuscito meritatamente a conquistare i francesi anche con la sua idea di pizza gourmet, che non tradisce le origini ma che è in continua evoluzione. E adesso che ce l’ha fatta, quale sarà il suo prossimo obiettivo?
In attesa di scoprirlo, posso dire che cenare da Bijou, forse perché adoro Parigi o forse perchè di pizza non ne avrei mai abbastanza, era per me un piccolo sogno.

Che ora è diventato realtà.


BIJOU

10 Rue Dancourt, 75018 – Parigi

Tel. +33 1 42 57 47 29

Pizze da 16€ a 36€, pizza Margherita 16€