La Pizza di Rebe, non chiamatela pizza al taglio!

Nove anni fa Cristiano Diodato ha dato una svolta alla sua vita, inaugurando questa pizzeria al taglio e da asporto in un quartiere residenziale di Prato aperta a pranzo e a cena. Durante questo periodo non ha mai smesso di formarsi, di conoscere colleghi, di ricercare i migliori ingredienti per la sua pizza e le ricette che più lo rappresentassero, fino a quando ad inizio di questo anno ha capito che la definizione di “pizzeria al taglio” era riduttiva rispetto al grande lavoro che stava facendo.

Schermata 2019-10-29 alle 00.45.32.pngE così, complici un’ottima riprogettazione degli spazi e una buona dose di coraggio, ha trasformato il suo locale in una curatissima e moderna pizzeria da circa 30 coperti (tra cui l’intelligente banco a scomparsa davanti al laboratorio!), con servizio al tavolo e personale preparato.

Il menu è diviso in pizze classiche o “differenti”, ciascuna ordinabile sia tonda che alla pala, in più in carta anche calzoni e focacce ripiene. Il forno è elettrico, gli impasti sono realizzati con farine a “km buono” tra cui quelle del Molino Bardazzi, proprio di Prato, e sono disponibili in due versioni: il classico macinato a pietra o l’integrale (con l’aggiunta di semi nella versione in pala).

Vorrei poter assaggiare più pizze possibili e per questo chiedo a Cristiano di prepararmi una degustazione in pala, composta da un mix di tranci semplici e ripieni, con farina bianca o integrale.

IMG_7499Nella versione integrale provo le due focacce: la Cavolata Nera, farcita con crema di cavolo nero, stracchino e finocchiona, e una focaccia ripiena fuori carta con funghi porcini trifolati, prosciutto cotto al forno e mozzarella.

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Ordino anche un’altra pizza del giorno, la Grignano, rivisitazione della parmigiana, con salsa di pomodoro, mozzarella, melanzane, patè di pomodorini semi-dried, burrata pugliese e olio al basilico.

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Su consiglio del pizzaiolo, assaggio anche la Vesuvio, con pomodoro, mozzarella, battuto d’aglio e prezzemolo, acciughe, ciliegini, parmigiano reggiano, cipolla di Montoro e olive taggiasche.

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Chiudo con la Sapore delle Alpi, in cui mozzarella e taleggio fanno da base al radicchio rosso spadellato nel vino Chianti e straccetti di speck croccante.

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In entrambe le versioni, l’impasto è molto leggero e soffice ma con la croccantezza giusta degna di una buona pala. I condimenti, sia quelli più classici che le declinazioni toscane, non deludono mai per la qualità degli ingredienti.

IMG_7514.jpegGià che ci sono assaggio anche uno spicchio di pizza tonda Regina Marghe con fiordilatte, pomodorini spadellati con aglio e basilico e olio al basilico. Buona ma forse un po’ meno interessante rispetto alla pala, vero fiore all’occhiello di questa pizzeria.

Schermata 2019-10-29 alle 00.29.03.pngPer concludere la cena, da una buona lista di dolci scelgo un imperdibile babà in vasocottura homemade e un originalissimo panino morbido con crema pasticcera e salsa di fichi fatta maison.

Ho accompagnato la degustazione, ahimè, con acqua ma se avessi voluto avrei potuto scegliere tra qualche etichetta di vino e una buona selezione di birre artigianali.

Per chi se lo stesse chiedendo, nonostante la trasformazione del locale, il bancone durante il giorno è ancora imbandito con tranci di pizza per un pasto veloce… ma, nonostante questo, vi prego, non chiamatela più pizzeria al taglio perchè La Pizza di Rebe è molto di più!

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LA PIZZA DI REBE

Via Ardengo Soffici, 32 – Prato

Tel. 0574/634503

Pizze da 6€ a 13€, pizza Margherita 6€ (al pezzo 1,80€).

MangiaRè: a Signa una pizza che sa farsi notare.

Ho conosciuto Mirco Giuntini grazie al concorso “Stand Up Pizza” organizzato da Città della Pizza e Pizza On The Road, dove io ero in giuria e dove lui ha partecipato con la sua  pizza “Scampagnata”. Il prodotto presentato in quella occasione mi aveva così convinta che ho deciso di andarlo a trovare nella sua pizzeria, MangiaRè a Signa, appena fuori Firenze.

IMG_9947Approdato all’arte bianca dopo un percorso lavorativo variegato, è solo nel 2016 che Mirco apre, insieme a Loretta, sua socia (e suocera!), la sua prima -e per ora unica- pizzeria. All’ingresso un bel banco fornito e un piccolo forno in cui riscaldare i tranci, laboratorio di produzione non a vista. Il locale è pensato principalmente per il taglio e l’asporto, quindi pochi coperti (meno di dieci, che aumentano nella bella stagione sfruttando la veranda) ma, soprattutto, assenza di bagno per clienti.

Nonostante questo, con le sue pizze e le sue storie, Mirco è in grado di far vivere un’esperienza più che positiva a chi decide di passare una serata nella sua pizzeria. E così è stato anche per me.

Pizza alla pala o pizza tonda, prodotta con farina locale (del Molino Bardazzi di Prato) con una percentuale di integrale, lievitazione mista, farcita quasi sempre con ingredienti del territorio e seguendo la stagionalità dei prodotti. Il venerdì, oltre alla pizza, anche il pane bianco o integrale, con con lievito madre.

Le pizze proposte sono tante, per questo mi faccio consigliare da Mirco che mi guida in un assaggio dei suoi prodotti (del giorno!). Nella vetrina bibite, birre (anche artigianali) e alcune etichette di bollicine. Su suggerimento, accompagno la degustazione con “L’Erede”, metodo classico dell’azienda Cupelli di San Miniato (Pi).

IMG_9948Nell’attesa che Mirco decida cosa farmi assaggiare… inizio con una pizza rossa con pomodoro basilico, origano e olio evo Titone a crudo.

IMG_9956Poi arrivano le due proposte “dell’orto”: la vegetariana di stagione con crema di patate, porri e carote stufate in forno ed emmental e la asparagi e ceci, con asparagi cotti in forno, crema di ceci, fiordilatte e pepe.

IMG_9958Tra le farcite provo invece una schiacciata con pancetta cotta nel lardo, delicatissima malgrado il nome.

IMG_9962Andando verso sapori più decisi, la pizza rossa con mozzarella, pancetta al pepe e crema di tartufo e la rossa con cipolla in agrodolce e gorgonzola dolce.

IMG_9965Per finire la pizza bianca con fiordilatte, tagliatella di uovo, peperone cornetto rosso e crema di patate e il grande classico rocco con acciughe del Cantantabrico, cappero puntina e olio a crudo.

Le pizze di Mirco sono buone e lui ha tante idee e grande voglia di sperimentare e migliorarsi. E’ per questo che tornerò a trovarlo sicuramente, sperando la prossima volta di poter assaggiare la pala con il grano cotto o quella farcita con la pancetta al peperoncino e ramerino fatta da loro!


MANGIARE’ PIZZA & SCHIACCIA

Via Roma, 242/a – Signa (FI)

Tel. 391/3855234

Pizza alla pala 18€/kg, Pizze tonde da 5,50€ a 10€, Pizza Margherita 6,50€

Otto: la pizza che mancava a Pisa adesso c’è.

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la pala

Ha aperto da un paio di mesi a Pisa Otto, una nuova pizzeria al taglio che in poco tempo sta riuscendo a farsi notare attirando una clientela sempre più numerosa.

I ragazzi dello staff sono tutti giovanissimi e sempre sorridenti, hanno iniziato da poco questa avventura e ne dimostrano chiaramente l’entusiasmo, non nascondono la loro inesperienza e con molta umiltà raccontano il percorso di formazione che gli ha consentito di proporre quella che al momento sembra essere la più buona pizza al taglio della zona.

Il locale si trova in centro, ma non in ztl. Sul marciapiede una rastrelliera per le bici, dall’altra parte della strada un ampio parcheggio accontenta anche chi si sposta in auto. Si mangia su tovagliette di cartapaglia con piatti e bicchieri di plastica o taglieri di legno, le bevande sono self-service, non c’è servizio al tavolo. Nota negativa, l’arredamento manca un po’ di personalità.

La scuola è romana e quella proposta, nemmeno a dirlo, è la pizza alla pala cotta nel forno elettrico. Lievitazione tra 48 e 72 ore a seconda delle necessità, per il momento nessun tentativo con la pasta madre. Oltre alle pizze vendute a peso, al banco anche calzoni, focacce ripiene e una selezione di fritti tra cui crocchette di patate e arancine, rigorosamente artigianali (ho visto con i miei occhi un tappeto di riso a raffreddare!) Ovviamente è possibile ordinare una pala “personale”, da asporto o da mangiare in loco e le pizze classiche e le soluzioni più “creative” possono essere combinate insieme, a piacimento.

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tranci

Ci sono stata una prima sera con un gruppo di amici quando mancava un minuto allo scoccare dell’orario di chiusura e nonostante questo siamo stati accolti, accomodati e serviti come fossimo stati i primi clienti della giornata. La cortesia, unita alla bontà della pizza, è stato per me il valido motivo per ritornare. A distanza di una settimana abbiamo ripetuto la cena ordinando due pale in 5 persone, ciascuna bigusto: una pala fiori di zucca e stracchino + quattro formaggi, porcini e tartufo e l’altra pala patate e nduja + pesto, pomodori secchi e scaglie di parmigiano. Le pizze, oltre a essere belle da vedere, sono ottime da mangiare. Bella alveolatura, impasto morbido ma con una crosticina piacevole sul fondo, gustosi i condimenti e, non meno importante, ben digeribili. Ah, e i prezzi sono più che onesti.

Da bere una lattina e due birre da 66 cl. Hanno promesso che si doteranno presto un frigo con solo birre artigianali, ma per adesso tocca accontentarsi.

Anche se Pisa ormai ha più pizzerie che campanili, questa ennesima apertura non può che essere accolta con gioia e… molta fame.


OTTO – PIZZA AL TAGLIO

Via Battelli, 3/A – Pisa

Tel. 050/541209

Pala classica (tra cui Margherita): 13 €, pala speciale: 18 €, pala “mista”: 16 €.

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