La Pergola di Radicondoli: tra le colline senesi una pizza che sa di Toscana.

La Pergola di Radicondoli è quel posto in cui vorresti cenare in una sera d’estate, gustando una buona pizza in terrazza davanti allo spettacolo del sole che tramonta sulle colline senesi. Ma La Pergola è anche quel posto in cui, pur arrivando “fuori stagione”, che è già buio e il panorama può solo essere immaginato… l’esperienza non sarà sicuramente da meno.

Il locale è semplice ma molto curato. L’atmosfera rustica del pavimento in graniglia, delle travi in legno e delle sedie in paglia è ravvivata da un’illuminazione moderna e dalle opere d’arte contemporanea che danno colore e impreziosiscono l’ambiente.

IMG_7440Il menù è diviso in pizze degustazione, presentate a spicchi e pensate per essere condivise dai commensali, pizze bianche e pizze rosse, proposte sia nelle versioni classiche che in varianti più creative, e calzoni. Tante le pizze suggerite anche per vegetariani e vegani. In aggiunta, anche qualche piatto dalla cucina: pasta fresca fatta in casa, prodotti del territorio e molte ricette toscane.

Ma la cosa che più colpisce sfogliando il menù è la pagina dedicata agli oli, che non a caso ha valso al locale il premio Pizzeria dell’Olio 2018 di AIRO (Associazione Internazionale Ristoranti dell’Olio). Quanti ristoranti, prima ancora che pizzerie, propongono una carta degli oli? Ancora troppo pochi. A La Pergola invece è già possibile scegliere tra una decina di oli evo italiani differenti, tra cui anche qualche Presidio Slow Food.

Lievito madre, impasti differenti, pale romane e cotture al padellino, tanta fantasia…  ecco perché per la scelta della pizza mi affido a Tommaso, che mi propone una degustazione delle sue creazioni più rappresentative. Sempre su suggerimento, ordino una bottiglia di Contadi Castaldi Brùt, che dovrebbe essere l’ideale compagna di questo viaggio.

IMG_7393Si inizia con la Margherita, semplice ma non banale, realizzata con pomodoro bio Petrilli, mozzarella Fior d’Agerola, origano di Pantelleria, basilico genovese e a crudo l’olio biologico Titone di Trapani (neo vincitore dell’oscar degli oli d’oliva, Il Magnifico 2019).

IMG_7415Il secondo, delicato, assaggio è una variazione della Crudo di Gamberi, con gamberi crudi del Mediterraneo, burrata pugliese, lardo di cinta senese e qualche goccia di olio evo Quattrociocchi del Lazio.

Dalla terza pizza in avanti, è la Toscana la protagonista assoluta di ogni spicchio.

IMG_7416Si inizia con la Prosciutto di Cinta, una pizza con prosciutto di cinta senese del Salumificio Renieri, burrata pugliese, pecorino a latte crudo del Podere Paugnano di Radicondoli, olio Chianti Classico DOP di Castel Ruggero Pellegrini.

IMG_7420Si prosegue con due assaggi di pizza con Tartare di Chianina, variante toscana della più nota tartare piemontese. Una con cappero di Pantelleria, maionese all’uovo, pomodoro datterino confit e misticanza, l’altra con maionese all’uovo al tartufo, misticanza e scaglie di tartufo bianchetto sott’olio.IMG_7422

Si ispira ad uno dei piatti più popolari in toscana, la Pizza ai Fegatini, con patè di fegatini di pollo, cipolla caramellata, pomodoro secco e capperi, abbinata ad un olio dell’Azienda Agricola Giacomo Grassi, prodotto con una varietà autoctona di olive, tipica delle colline fiorentine.

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Chiude la degustazione la Pizza con Cinghiale sfilettato, in cui il cinghiale, cucinato con le olive infornate di Ferrandina Presidio Slow Food, è accompagnato da lardo di cinta senese e pecorino toscano. Oltre che nella farcitura, questa pizza è particolare anche  anche nell’impasto, in pala romana, che è realizzato con cacao in omaggio all’antica ricetta toscana del “cignale in dolceforte”.

IMG_7426La pizza di Tommaso Vatti è pura toscana e mai prima di questa cena una pizza era stata capace di raccontarmi così chiaramente di un territorio, i suoi prodotti e le sue tradizioni. Per questo motivo (ma anche per quel tramonto in terrazza che non sono riuscita a vedere!) una nuova gita a Radicondoli è già segnata in calendario.


LA PERGOLA DI RADICONDOLI

Via Giuseppe Garibaldi, 22 – Radicondoli (SI)

Tel. 0577.790717

Pizze da 7€ a 20€, Pizza Margherita da 7€ a 14€

 

 

 

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Da Giotto per una verace pizza… fiorentina!

Fuori dal centro, pochi coperti, un locale dallo stile semplice ma una pizza verace che è stata capace di conquistare fiorentini e non solo: siamo da Giotto – Pizzeria Bistrot, a Firenze, dove la pizza di Marco Manzi non ha niente da invidiare alle migliori pizze napoletane (e non a caso, la pizzeria è inserita tra i locali associati AVPN).

Al menù degli antipasti, di chiara ispirazione partenopea, non manca una bella varietà di fritti (montanarine, crocchè, frittatine di pasta, arancini) e la carta delle pizze propone sia pizze della tradizione che pizze più creative che sappiano valorizzare le eccellenze del territorio campano (ma non solo!) come l’olio evo dell’Azienda Olivicola Petrazzuoli, la mozzarella di bufala dopo di Battipaglia, il provolone del Monaco dop, la salsiccia di coniglio di fossa ischitano, il timo del Monte Epomeo. Per accompagnare: birre artigianali in bottiglia, vini campani e toscani, persino Champagne.

IMG_7167 2Prima della pizza assaggio un’ottima Montanarina classica, con pomodoro San Marzano, parmigiano e basilico (pendendomi di avere ordinata solo una!).

Indecisa su cosa ordinare, seppur attirata dalla pizza “stellata” creata in collaborazione con gli chef Pasquale Palamaro e Tommaso Luongo del ristorante Indaco di Ischia, scelgo di dare retta al cameriere che mi consiglia di avvicinarmi alle pizze di Marco partendo dalle basi.

IMG_7171 2Ordino così una pizza Doc con pomodorini del piennolo del Vesuvio dop, mozzarella di bufala di Battipaglia dop, parmigiano Reggiano dop 24 mesi, basilico, olio evo e una Ischia con fiordilatte, prosciutto crudo di San Daniele 27 mesi, rucola, scaglie di parmigiano Reggiano dop, basilico, olio evo. Davvero due buone pizze napoletane, gustose e ben digeribili, con un bel cornicione soffice e tondo… come la O d Giotto!

IMG_7174Un posto in cui tornare sicuramente, per a qualità della pizza, per i prezzi onesti e per poter assaggiare la frittura all’ischitana e la pizza Cucuziell e Purpietill!


GIOTTO – PIZZERIA BISTROT

Via Francesco Veracini, 22/d – Firenze

Tel. 055.332332

Pizze da 5€ a 16€, pizza Margherita 6€

 

Disapore La Pietra, a Cecina c’è una pizzeria che vale il viaggio.

Dopo aver rimandato per troppo tempo, finalmente lo scorso sabato sera sono stata a cena da Gabriele Dani, a Cecina, nella sua pizzeria Disapore La Pietra Pizzeria Gourmet.

Oltre alla sala interna, per ospitare i tanti clienti c’è anche una veranda, calda ed arredata con cura, e per attendere che il tavolo sia pronto… un comodo divano bianco! Un angolo bar dove a breve saranno disponibili anche i cocktail e la cucina che affaccia sulla veranda, dove si può scorgere il pizzaiolo e la sua brigata muoversi tra il forno a legna e quello combinato. Circonda la pizzeria, un’area verde (ed attrezzata per il tennis) che in estate deve dare il suo massimo.

Il menù, che propone differenti tipi di impasto e che da ampio spazio ai prodotti del territorio, suddivide le pizze in pietre miliari, d’ispirazione napoletana, eccellenti, gourmet e focacce. Sulla lavagna è poi possibile leggere le proposte del giorno. E’ suggerito l’abbinamento con il vino, anche se non c’è ancora una vera carta (che è in lavorazione, così come il nuovo menù), ma più interessante al momento sembra essere la proposta di birre, con almeno tre birrifici artigianali disponibili in bottiglia.

Anche se l’attenzione (e il palato) sono catturati da alcuni nomi, mi affido a Gabriele e mi  faccio guidare da lui in un viaggio tra le creazioni.

IMG_6138La prima ad arrivare in tavola è una Montanarina con salsa di pomodoro San Marzano, bufalina affumicata toscana, alici di Cetatra, pecorino, oliva taggiasche, cappero e una foglia di basilico fresco. Croccante e saporitissima, è perfetta come inizio!

Dopo la pizza fritta si passa agli assaggi di pizza “contemporanea”, come Gabriele  definisce le sue creazioni più innovative.

IMG_6141.jpgLa prima è la Boca (che sta per Bologna-Catania), una pizza bianca con impasto di grano verna, un’antica varietà di grano toscano, con stracciatella di Vada, mortadella di Bologna, pomodori secchi di Bibbona e pesto e granella di pistacchio di Bronte.

La seconda che assaggio, con stesso impasto, è la Butterfly, anche questa a base con stracciatella, rucola pomodoro giallo e gambero biondo marinato agli agrumi, elegante e delicata.

IMG_6148.jpgSi prosegue con la Marinara Gialla con aglio rosso di Nubia, stracciatellina, alici di Cetara, origano di Pantelleria, una grattata di scorza limone e qualche goccia di olio al peperoncino con agrumi della Peperita di Bibbona, freschissima, è probabilmente la mia preferita.

A chiudere la panoramica sulle pizze “creative” è in realtà una focaccia, la Ti do un passaggio… Andria-Parma, con culatello, stracciatella, grana stravecchio di oltre 36 mesi e gocce di aceto balsamico invecchiato 30 anni.

IMG_6161.jpgMa la degustazione non finisce qui e dopo le pizze più fantasiose spazio alla tradizione con  un viaggio a Napoli: la Marinara con aglio di Nubia e origano di Pantelleria, la Cosacca con grattata di pecorino romano e di parmigiano e, ovviamente, la Margherita. Divertente la “verticale” partenopea e nota di merito per la marinara che supera le aspettative!

IMG_6167.jpgDopo tutte queste pizze, Gabriele mi fa assaggiare anche un crostone croccante fatto con il suo pane, leggermente fritto in padella con tonno del Mediterraneo, olive leccine, pomodorino, ricotta con pepe limonato e cipolle caramellate. Ottimo e stuzzicante, la prossima volta da provare ad inizio cena.

IMG_6172.jpgChiude la serata una pizza che è quasi un dolce: è la Gourmet di fine pasto creata insieme a Cristina Galliti, appassionata gastronoma ma soprattutto amica di Gabriele. Una pizza che nell’impasto ha anche un po’ di cannella, zucchero di canna e gocce cioccolato farcita con mousse di mozzarella di bufala aromatizzata alla vaniglia, pomodorini della Mediterranea Belfiore, azienda conserviera di Cecina, e polvere di caffè. Arriva a fine cena ma non ha l’aspetto un dessert e per questo confonde e stupisce.

Avevo conosciuto Gabriele lo scorso Ottobre in occasione della prima edizione di Pizza Convivium e poi ci eravamo ritrovati insieme a Livorno, nella giornata di formazione pizzaioli presso la Grandi Molini Italiani, senza però mai veramente assaggiare le sue pizze. Ma dopo questa piacevole esperienza credo che programmerò presto la prossima “pizza fuori porta” proprio a Disapore La Pietra Pizzeria Gourmet.


DISAPORE LA PIETRA PIZZERIA GOURMET

Via Aldo Moro, 15 – Cecina (Li)

Tel. 327/7639650

Pizze da 6€ a 14€, pizza Margherita 6€.

 

Livorno, a scuola di pizza con lo chef Luigi Pomata.

Il 23 e 24 Ottobre si è tenuto a Livorno, presso la sede toscana della Grandi Molini Italiani, il corso per pizzaioli organizzato da GMI con i tecnici Paolo Bruno, Mario Cipriano, Gabriele Dani, Christian Romano e Luigi Ricchezza direttore di Pizza News School.

Alla prima delle due giornate, quella dedicata alla pizza in pala, ho partecipato con piacere anche io, incuriosita da questo invito insolito che mi ha permesso di capire come si struttura un corso di aggiornamento per pizzaioli, di saperne di più su uno dei più grani mulino d’Italia e di assaggiare i topping realizzati per l’occasione da Luigi Pomata.

Schermata 2018-10-27 alle 13.43.14Dopo una panoramica sull’azienda, che ho scoperto avere più di due secoli di storia e sopratutto essere uno dei principali gruppi molitori d’Europa (mi ha stupito molto sapere che a Livorno il grano arriva direttamente al mulino via nave, che è dotato di una sua banchina), i tecnici Bruno e Cipriano sono passati alla conduzione della giornata, iniziando con la storia della pala e affrontando fase dopo fase la realizzazione di questo prodotto.

Alla voce dei pizzaioli si alternava quella di Luigi Pomata, che per non tradire le sue origini, ha presentato due pizze al profumo di mare, illustrando i procedimenti per realizzarle e soffermandosi molto sul significato di gourmet, termine che anche per lui ormai è più che abusato.

Non potendo mettere le mani in pasta e intendendomi poco di preimpasti e temperature di cottura, il momento che ho più aspettato e gradito è stato quello dei due assaggi, ovvero:

la pizza bianca con pesto di zucchine, burrata, gambero rosso crudo e buccia di limone.

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E la pizza rossa con caponata di melanzane, tonno rosso di Carloforte marinato con erbe aromatiche e affumicato a freddo, cipolla rossa e mandorle tostate.

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Buone pizze in assaggio in una giornata insolita e divertente… da ripetere al più presto!

A Cecina debutta Pizza Convivium. Tre giorni di pizza vista mare!

I toscani amanti della pizza non dovranno prendere nessun impegno il primo weekend di Ottobre perché a Marina di Cecina, in una bella pineta ad un passo dal mare, si svolgerà il primo Pizza Convivium.

Da venerdì 5 ottobre tre giorni di incontri, assaggi, formazione e trofei con i pizzaioli locali guidati da Gabriele Dani e i “guru” fiorentini Mario Cipriano e Giovanni Santarpia.

Oltre alle degustazioni, non mancheranno i laboratori, come quello su “La pizza in casa”, corso per amatori a cura di Albo Pizzaioli, o i cooking show.

Al forno degli “ospiti” si alterneranno Luca D’Auria e il panuozzo di Gragnano, Giovanni Santarpia e la pizza fritta, Mario Cipriano con la pizza sulla pala, Gabriele Dani, presidente dell’associazione e patron del Disapore Pizza Gourmet, che preparerà una pizza assieme allo chef emergente Simone Acquarelli del Frantoio di Montescudaio e Tony Scalioti per la pinsa.

Inoltre, il primo trofeo “L’Omino di ferro”, competizione riservata ai professionisti chiamati a preparare una pizza sotto gli occhi del pubblico, partendo da una “mistery box” con gli ingredienti che il pizzaiolo scoprirà sul momento.

Ci saranno anche attività dedicate ai più piccoli e per domenica mattina è stata organizzata un’escursione in bicicletta dal nome “bici&pizza”.

La manifestazione, organizzata dal Comune in collaborazione con l’associazione Pizze di Charme, si svolgerà al Parco Espositivo I Pini (località Cecinella).

“Abbiamo chiamato ‘Convivium’ questo evento – spiegano gli organizzatori –perché pensiamo che la pizza sia un modo per stare insieme felici”

… ed è per questo che dal 5 al 7 Ottobre saremo tutti felici al primo #pizzaconvivium!

 

A cena da (e con) Gennaro Nasti, il pizzaiolo di Parigi.

“Se passi da Parigi fatti sentire” mi aveva detto Gennaro Nasti il giorno in cui ci siamo incontrati a Verona in occasione dell’ultimo Vinitaly, ospiti entrambi allo stand di Terra Moretti.

E così ho fatto. Una volta arrivata nella ville lumiere, l’ho chiamato e ho prenotato un tavolo per due.

Sono andata a cena da Bijou una sera di Agosto, in compagnia di un amico fotografo (autore di questi scatti), e mi sono sentita accolta da Gennaro come se la nostra fosse un’amicizia di lunga data. Sorseggiando champagne sulla piazzetta davanti al locale, ho aspettato il mio tavolo parlando con Gennaro di questo suo piccolo “gioiello” che ha poco più di 30 coperti e che da quasi due anni, nonostante una partenza in salita, fa il pieno ogni giorno, sia a pranzo che a cena.

Il locale è tanto piccolo quanto curato in ogni dettaglio, con un atmosfera a metà tra il retrò dei tipici locali di Montmartre e il design contemporaneo. Luce soffusa, calici per il vino, tovaglioli in stoffa, anche qualche tavolo conviviale, forno a legna e una lampada rossa vicina al forno, trucco (e segreto!) dello chef pizzaiolo. Il menù ricco di ingredienti di qualità, biologici, dop e presidi Slow Food, si suddivide in pizze contemporanee, che variano con frequenza mensile, e pizze classiche e napoletane ad onorare le origini.

Scelgo di non scegliere e lascio che Gennaro decida per me, facendomi guidare alla scoperta delle sue pizze in un viaggio fatto di tradizione, quella campana delle sue origini ma anche quella italiana dei suoi prodotti, e innovazione, che si ritrova nelle tecniche (come la lievitazione in barattoli o l’impasto con champagne) e negli abbinamenti.

Come potrebbe iniziare una degustazione un buon pizzaiolo campano, se non con una montanara? Con quattro montanare! Impasto di farina semi integrale uguale per tutte, topping differenti: una con ragù antico senza carne e crema di ricotta di bufala, una con zucchine alla scapece, una con crema di ricotta di bufala e ‘nduja e una con stracciatella e perle di tartufo.

Si prosegue con la Melanzana, una “pala” bianca realizzata con impasto di segale condita melanzane a funghetto, pomodoro datterino siciliano, pesto, stracciatella e olio d’oliva. Anche in questo caso, la conquista del nostro palato è affidata ai sapori del Sud Italia.

Il terzo assaggio è un vero colpo di fulmine. Una pizza marinara realizzata con impasto 100% integrale, pomodoro San Marzano cotto alla brace e schiacciato a mano, origano di Pantelleria, aglio rosso abruzzese e olio di coratina. Non ho mai provato tanto gusto nel mangiare una pizza rossa, cosi semplice per altro, come in questo caso!

Concludiamo con la Salata, una tra le proposte innovative del menù: impasto al mais, friarelli saltati con aglio, olio e peperoncino sotto ad una tartare di fassona con erba cipollina, pepe in grani del Vietnam e scorza limone, con aggiunta di pecorino sciolto leggermente con il cannello.

Eccezionalmente per l’occasione ad ogni pizza abbiamo abbinato un vino diverso, scelto appositamente da Gennaro dalla sua interessante carta dei vini. Carta che è quasi tutta made in italy ma che lascia comunque spazio a qualche vino francese o estero e agli champagne. Inoltre, sul menù non manca una proposta di birra e qualche cocktail.
Dopo essersi fatto apprezzare come pizzaiolo “verace” (grazie al suo altro locale parigino, Popine), Gennaro è riuscito meritatamente a conquistare i francesi anche con la sua idea di pizza gourmet, che non tradisce le origini ma che è in continua evoluzione. E adesso che ce l’ha fatta, quale sarà il suo prossimo obiettivo?
In attesa di scoprirlo, posso dire che cenare da Bijou, forse perché adoro Parigi o forse perchè di pizza non ne avrei mai abbastanza, era per me un piccolo sogno.

Che ora è diventato realtà.


BIJOU

10 Rue Dancourt, 75018 – Parigi

Tel. +33 1 42 57 47 29

Pizze da 16€ a 36€, pizza Margherita 16€

Contaminazioni di Pizza: la pizza buona per una buona causa.

36613340_1754483857978231_561890960515006464_nTorna anche quest’anno a Pietrasanta (Lu) Contaminazioni di Pizza e lo fa alla grande, raddoppiando le giornate di evento e, soprattutto, moltiplicando i nomi degli ospiti e… le pizze da assaggiare!

Contaminazioni di Pizza, che vuole promuovere i lievitati di qualità in una felice contaminazione geografica e di stili, senza dimenticare lo scopo benefico per cui è nato (l’anno scorso il ricavato della manifestazione fu donato all’associazione Tuttigiuperterra di Francesca Martinengo, si svolgerà nel giardino della Pizzeria Apogeo il 30 e 31 Luglio, con un programma differente nelle due serate. 

Lunedì 30 

A partire dalle 19.00, squadre di pizzaioli toscani si alterneranno realizzando “pizze collaborative”, in una proficua e gustosa contaminazione di stili, impasti e suggestioni. Ogni degustazione, fatta di quattro assaggi, avrà il costo di 10€. Ad accompagnare le ottime pizze, ci sarà la birra artigianale del Birrificio del Forte. Ospiti della serata, alcune delle Donne di Pizza Donne di Cuore, professoniste della lievitazione, provenienti da varie parti d’Italia, che si uniranno nel lavoro ai colleghi.

Alle ore 18.00, prima dell’inizio degli assaggi, è previsto un momento di confronto riservato alla stampa e ai pizzaioli, dal titolo “Quale modello è possibile ipotizzare per una pizza di alta qualità in Toscana?”.

Martedì 31

Nella seconda giornata di evento è stata organizzata una cena su prenotazione con posti a sedere limitati, il cui ricavato sarà devoluto in beneficenza all’associazione Dynamo Camp

Tema della cena sarà il Vintage, ossia la rivisitazione in chiave contemporanea e di alta qualità dei grandi classici di sempre. Ad aprire, alle 19.30, un aperitivo a cura di Florence Cocktail Week preparato dal bartender Ricardo Salgado (Garnish, Viareggio) e gli entrée dello chef stellato Giuseppe Mancino (Ristorante Il Piccolo Principe, Viareggio). Si proseguirà quindi con le proposte dei pizzaioli ospiti, Massimiliano Prete (Gusto Madre, Torino) e Gianfranco Iervolino (450 gradi, Pomigliano d’Arco, Napoli), cui si affiancheranno due pizze ideate da Pizza & Peace, per concludere con il “panettone estivo” di Stefano Gatti (Il Fornaio, Viareggio). La Fisar Delegazione Versilia servirà i vini di Aquila del Torre, Benedetti & Grigi, Fattoria Sardi e Tenuta del Buonamico.
che organizza soggiorni per bambini e ragazzi dai 6 ai 17 anni con patologie gravi e croniche sia in terapia che in fase di post ospedalizzazione.
Il costo della cena è di 60€ e la prenotazione è obbligatoria (via telefono allo: 0584 793394 o tramite mail a: info@pizzaandpeace.it)

Se volete conoscere i nuovi soci di Pizza & Peace, l’associazione promotrice dell’evento (oltre che della creatività, della collaborazione e della condivisione dei saperi nella pizza !), se volete avere la possibilità di assaggiare le migliori pizze toscane o, meglio ancora, se volete partecipare ad una cena sapendo di fare del bene, non dovete assolutamente perdere questo evento. 

Ci vediamo a Pietrasanta!