A cena da (e con) Gennaro Nasti, il pizzaiolo di Parigi.

“Se passi da Parigi fatti sentire” mi aveva detto Gennaro Nasti il giorno in cui ci siamo incontrati a Verona in occasione dell’ultimo Vinitaly, ospiti entrambi allo stand di Terra Moretti.

E così ho fatto. Una volta arrivata nella ville lumiere, l’ho chiamato e ho prenotato un tavolo per due.

Sono andata a cena da Bijou una sera di Agosto, in compagnia di un amico fotografo (autore di questi scatti), e mi sono sentita accolta da Gennaro come se la nostra fosse un’amicizia di lunga data. Sorseggiando champagne sulla piazzetta davanti al locale, ho aspettato il mio tavolo parlando con Gennaro di questo suo piccolo “gioiello” che ha poco più di 30 coperti e che da quasi due anni, nonostante una partenza in salita, fa il pieno ogni giorno, sia a pranzo che a cena.

Il locale è tanto piccolo quanto curato in ogni dettaglio, con un atmosfera a metà tra il retrò dei tipici locali di Montmartre e il design contemporaneo. Luce soffusa, calici per il vino, tovaglioli in stoffa, anche qualche tavolo conviviale, forno a legna e una lampada rossa vicina al forno, trucco (e segreto!) dello chef pizzaiolo. Il menù ricco di ingredienti di qualità, biologici, dop e presidi Slow Food, si suddivide in pizze contemporanee, che variano con frequenza mensile, e pizze classiche e napoletane ad onorare le origini.

Scelgo di non scegliere e lascio che Gennaro decida per me, facendomi guidare alla scoperta delle sue pizze in un viaggio fatto di tradizione, quella campana delle sue origini ma anche quella italiana dei suoi prodotti, e innovazione, che si ritrova nelle tecniche (come la lievitazione in barattoli o l’impasto con champagne) e negli abbinamenti.

Come potrebbe iniziare una degustazione un buon pizzaiolo campano, se non con una montanara? Con quattro montanare! Impasto di farina semi integrale uguale per tutte, topping differenti: una con ragù antico senza carne e crema di ricotta di bufala, una con zucchine alla scapece, una con crema di ricotta di bufala e ‘nduja e una con stracciatella e perle di tartufo.

Si prosegue con la Melanzana, una “pala” bianca realizzata con impasto di segale condita melanzane a funghetto, pomodoro datterino siciliano, pesto, stracciatella e olio d’oliva. Anche in questo caso, la conquista del nostro palato è affidata ai sapori del Sud Italia.

Il terzo assaggio è un vero colpo di fulmine. Una pizza marinara realizzata con impasto 100% integrale, pomodoro San Marzano cotto alla brace e schiacciato a mano, origano di Pantelleria, aglio rosso abruzzese e olio di coratina. Non ho mai provato tanto gusto nel mangiare una pizza rossa, cosi semplice per altro, come in questo caso!

Concludiamo con la Salata, una tra le proposte innovative del menù: impasto al mais, friarelli saltati con aglio, olio e peperoncino sotto ad una tartare di fassona con erba cipollina, pepe in grani del Vietnam e scorza limone, con aggiunta di pecorino sciolto leggermente con il cannello.

Eccezionalmente per l’occasione ad ogni pizza abbiamo abbinato un vino diverso, scelto appositamente da Gennaro dalla sua interessante carta dei vini. Carta che è quasi tutta made in italy ma che lascia comunque spazio a qualche vino francese o estero e agli champagne. Inoltre, sul menù non manca una proposta di birra e qualche cocktail.
Dopo essersi fatto apprezzare come pizzaiolo “verace” (grazie al suo altro locale parigino, Popine), Gennaro è riuscito meritatamente a conquistare i francesi anche con la sua idea di pizza gourmet, che non tradisce le origini ma che è in continua evoluzione. E adesso che ce l’ha fatta, quale sarà il suo prossimo obiettivo?
In attesa di scoprirlo, posso dire che cenare da Bijou, forse perché adoro Parigi o forse perchè di pizza non ne avrei mai abbastanza, era per me un piccolo sogno.

Che ora è diventato realtà.


BIJOU

10 Rue Dancourt, 75018 – Parigi

Tel. +33 1 42 57 47 29

Pizze da 16€ a 36€, pizza Margherita 16€

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Si apre il sipario di Battil’oro, la pizzeria firmata Gennaro Battiloro.

C’era chi, come me, aspettava da un po’ questa apertura. Almeno da quando Gennaro Battiloro prima della fine dell’anno aveva salutato la Kambusa lasciandoci orfani di una tra le più buone pizze napoletane della costa toscana.

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Finalmente ieri sera il sipario si è alzato e il suo nuovo progetto è stato svelato ai tanti, tantissimi,  presenti all’inaugurazione di Battil’oro – Fuochi + Lieviti + Spiriti, la pizzeria tutta sua (già dal nome!) con più di un’anima.

Design minimale ravvivato dai toni dell’oro e del rosso per l’ampia sala a vetri in cui Battiloro accoglierà i suoi clienti, con doppio forno a legna (arrivato direttamente dalla Campania!) e il laboratorio impasti a vista. Oltre ai tanti tavoli, la possibilità di mangiare anche al bancone, godendosi lo “spettacolo” di pizzaiolo e fornai la lavoro.

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Non solo pizza, ma anche una piccola proposta di cucina semplice e dolci homemade, in cui la qualità delle materie darà forma non solo alla tradizione partenopea ma anche a quella versiliese.

Nel locale c’è anche una saletta privé per poche persone “che permetterà allo chef o al pizzaiolo di raccontare la propria identità e esprimere le proprie emozioni” dialogando direttamente con gli ospiti (cit.).

Inoltre, un’area lounge in cui intrattenersi per un aperitivo o un after dinner, sorseggiando un miscelato realizzato da un bartender professionista.

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Questo perché la ricerca di Battiloro non si è fermata solo alla qualità delle materie (tra cui anche l’Olio EVO e il Pomodoro San Marzano DOP – Selezione Battiloro) o dell’atmosfera, ma anche a quella del suo staff. Una squadra giovane e qualificata (anche grazie ai laboratori e alle visite dai fornitori, organizzati ad hoc) che sia capace di accogliere e trasferire al cliente le idee e la filosofia Battil’oro.

Menzione speciale, l’ampio giardino per le calde sere d’estate.

Durante la serata ho potuto assaggiare alcune delle pizze che venivano offerte. Tra queste: la Marinara con acciughe, con pomodorini del Piennolo DOP Coppola 1934, origano del Monte Saro, aglio, acciughe del Cantabrico

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l’immancabile Margherita, con Pomodoro San Marzano DOP Gustarosso, della selezione Battil’oro, fior di latte, basilico e olio EVO

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la San Giovanni, con prosciutto cotto naturale San Giovanni, fior di latte e gorgonzola DOP, mandorle tostate, mentuccia romana e olio EVO

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e  la Battil’oro, con Pomodorino Giallo del Piennolo Coppola 1934, burrata d’Andria, acciughe del Cantabrico, basilico e olio EVO

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La pasta leggera e croccante, la semplicità degli abbinamenti, il profumo e il gusto degli condimenti rendono queste pizze qualcosa di cui non vorresti più fare a meno.

Gennaro, pizzaiolo sorridente e generoso, ieri sera ci ha voluti tutti come suoi ospiti, organizzando per i presenti una grande cena conviviale, in cui la pizza è stata protagonista e le bollicine francesi, le pinte del Birrificio del Forte e i cocktail hanno favorito i tanti brindisi!

Una grande apertura per una pizzeria che sicuramente farà parlare di sè.

Ad maiora Gennaro!


PIZZERIA BATTIL’ORO

Via Asilo, 54 – Querceta (Lu)

Tel. 0584/1670112

Pizze da 6€ a 10€, pizza Margherita 8€.

 

 

Battiloro is back! Sabato 10 Febbraio l’inaugurazione del nuovo locale.

26239818_153482588636598_3172448376622373600_nDopo l’addio alla Kambusa in Novembre e qualche mese lontano dalle scene (e dai forni) adesso Gennaro Battiloro è pronto a tornare!

E lo fa in grande stile, con un locale tutto suo che porta il suo nome ed ha tre anime: quella dei fuochi della cucina, quella del levito delle sue pizze e quella degli spiriti che accompagneranno le cene dei suoi ospiti.

L’inaugurazione della nuova pizzeria è fissata per Sabato 10 Febbraio, a partire dalle 18:30. Durante la serata si potranno assaggiare le ottime pizze del più giovane pizzaiolo di talento secondo la Guida de L’Espresso, alle quali per l’occasione saranno abbinati  cocktail creati appositamente da un barman della scuola Mancino Vermouth. Oltre alla pizza sarà possibile provare anche la cucina, con qualche proposta tradizionale ma dal contenuto innovativo.

La Pizzeria Battil’oro aprirà ufficialmente le sue porte Domenica 11 e la squadra di giovanissimi messa in piedi da Gennaro sarà pronta ad accogliere i suoi clienti ogni sera della settimana, ad eccezione del martedì.

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PIZZERIA BATTIL’ORO

Via Asilo, 54 – Querceta (Lu)

Tel. 0584/1670112

O Scugnizzo val bene il viaggio.

Arezzo, città meravigliosa, non è proprio il luogo più comodo da raggiungere per una cena. O meglio, non è il luogo più comodo se si parte da Pisa, è una domenica di Novembre e diluvia dall’ora della colazione.

Ma (c’è sempre un ma!) la pizza di Pierluigi Police vale la trasferta e anche di più.

L’occasione per questa gita fuori porta è stata una serata di degustazione organizzata alla Pizzeria O Scugnizzo di Arezzo con la scusa di fare quattro chiacchiere attorno a Pizza. Una Grande Tradizione Italiana (Slow Food Editore, 2016), insieme a Nio Antonio Puzzi e Sabino Berardino, tra gli autori del volume.

Schermata 2017-11-18 alle 19.49.02Il locale, in pieno centro storico, è arredato in modo semplice e moderno sui toni del bianco e per questo molto luminoso. Il personale sorridente, veste una divisa minimale molto curata nella sua semplicità.

La prima cosa che ti colpisce quando entri sono le vetrine frigo piene di birre artigianali e la prima cosa che ho fatto, dopo essermi presentata al padrone di casa, è stato chiedere se davvero fossero 170 etichette o se si trattasse semplicemente di una leggenda. La risposta? Sono anche più di 170 in bottiglia, a cui si sommano le artigianali alla spina. Praticamente un paradiso per chi ama l’abbinamento pizza-birra ma è stufo di trovare nelle pizzerie solo un paio di referenze (quando va bene…).

Il menù della cena prevede cinque assaggi di pizze più una sorpresa dolce abbinati, a scelta, a calici di vino (il Lambrusco dell’Azienda Agricola Luciano Saetti o il Soave della Cantina Pieropan) o di birra (Tipopils o Bibock del Birrificio Italiano).

Schermata 2017-11-18 alle 18.42.14Pierluigi mette in chiaro subito le sue origini e il tipo di pizza che propone nel suo locale,  aprendo la cena con una montanara con scarola saltata in padella, baccalà e battuto di capperi e olive. La montanara, o pizza fritta, è tipica della tradizione gastronomica napoletana e non a caso O Scugnizzo rientra tra le pizzerie segnalate dall’Associazione Verace Pizza Napoletana. La montanara è gonfia e soffice, ben fritta, non unta e generosa nel condimento. L’abbinamento scelto è squisito… praticamente un colpo di fulmine!

Schermata 2017-11-18 alle 18.52.34Si prosegue con una seconda montanara con ricotta di bufala affumicata, pomodorino confit preparato nel forno a legna con aggiunta di timo, acciuga di Cetara e granella di cucunci. Un abbinamento sapido-fumé per una pizza fritta con maestria e non facile da scordare.

Schermata 2017-11-18 alle 19.13.38Chiuso il capitolo (ahinoi!) con le pizze fritte, si passa al cavallo di battaglia del pizzaiolo, ovvero la pizza verace, che ha ottenuto la certificazione “verace pizza napoletana” dalla A.V. P. N. nonostante sia cotta in forno a gas.

Schermata 2017-11-18 alle 19.19.19La prima è con fior di latte, passato di broccoli, broccoli saltati in padella e lardo del Grigio del Casentino della Macelleria Salumeria Simone Fracassi. La seconda con  fior di latte di Agerola, zucca, provolone del Monaco DOP e tarese croccante del Valdarno, presidio Slow Food. Due pizze molto buone, ricche di sapori, omaggio all’autunno e alle terre che sono nel cuore del pizzaiolo.

Schermata 2017-11-18 alle 19.28.20Chiude la degustazione la pizza che ha debuttato a La Città della Pizza la scorsa primavera, con provola di bufala affumicata, papacella grigliata napoletana, salsiccia rossa di Castelpoto e conciato romano. Non a caso si chiama Pizza Presidio perché mette insieme, in un’unica “infornata”, tre eccellenze campane Presidio Slow Food.

Schermata 2017-11-18 alle 19.40.44Per finire in bellezza, anzi, in dolcezza, una montanarina con Galamella (la versione napoletana della più nota crema splamabile di di nocciole), zucchero e granella di nocciole, abbinata ad un liquore di latte di bufala.

Un’ottima cena, la bella compagnia al mio tavolo condiviso e la simpatia dei padroni di casa non mi hanno fatto sentire la fatica degli oltre 300 km percorsi per poter partecipare alla serata e, anzi, mi hanno dato la voglia di tornare ad Arezzo il prima possibile.

A quando, dunque, la prossima degustazione?


O SCUGNIZZO

Via De’ Redi, 9/11 – Arezzo

Tel. 0575/333300

 

 

 

 

 

 

Una kambusa napoletana sulle rive del lago di Puccini.

Domenica sera, voglia di pizza: l’occasione giusta per provare la “stellata” Kambusa di Massarosa (Lu).

Il locale, che si trova sulla statale di collegamento tra Viareggio e Lucca, è ospitato in un edificio di recente costruzione, ha una sala unica che si snoda attorno alla zona del forno (a gas), arredamento moderno e una grande parete a vetri che rende l’ambiente arioso e luminoso. Durante la bella stagione, a disposizione dei clienti anche un giardino. 

Curiosi di assaggiare pizze differenti, chiediamo di poter fare una degustazione, ovvero che le pizze vengano servite una alla volta, così da poter essere gustate con la giusta calma e senza correre il rischio che diventino fredde. Il personale di sala accetta facilmente la nostra proposta, probabilmente non è la prima volta che ricevono una richiesta di questo tipo. (Lo staff si dimostrerà molto disponibile anche in seguito, quando aprendo la prima bottiglia di vino chiederemo di cambiarla a causa di un forte sentire “di tappo”.)

Ci immergiamo nel menù, fatto anche di primi e secondi piatti. Non ci sono “pizze del giorno” ma le proposte della Kambusa sono comunque già sufficienti a stuzzicare la nostra curiosità. Scorrendo le pagine, l’impronta “campana” emerge in modo chiaro, sia nei nomi scelti per le pizze, che, sopratutto, negli ingredienti utilizzati: il pomodoro di San Marzano DOP o il pomodorino del Piennolo del Vesuvio DOP (ex Presidio Slow Food), l’origano del Monte Matese, la mozzarella di bufala campana, il fior di latte e la burata di Agerola, il provolone del Monaco DOP, la Mela Annurca (o melannurca) campana. Oltre a questi prodotti regionali, si nota un’attenzione generale anche verso altre eccellenze gastronomiche o tipicità di altri territori. Un esempio? la Mortadella di Bologna IGP, il Lardo di Colonnata IGP, le acciughe del Mar Cantabrico…

Ognuno fa la sua scelta cercando di evitare la ripetizione degli ingredienti con l’obiettivo di assaporare più gusti possibile. Ordiniamo 2 pizze rosse e 3 bianche:

la Parmigiana, con pomodoro di San Marzano DOP Gustarosso, provola affumicata, melanzane al forno, scaglie di parmigiano reggiano, olio evo toscano, basilico

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la Parmigiana

la San Gennaro, con pomodorino giallo del sarnese, stracciata di burata agerolese, acciughe del cantabrico, olio evo toscano -burrata e acciughe è sempre una garanzia

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la San Gennaro

la Pulcinella, con pomodoro di San Marzano DOP Gustarosso, fiori di latte di Agerola, ricotta, pepe macinato fresco, pancetta croccante

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la Parmigiana

la Baccalà, con fior di latte di agerola, peperoni verdi saltati (friggitelli), baccalà grigliato, mela annurca, olio evo – strepitoso il baccalà!

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la Baccalà

la Ginger, con vellutata di zucca trombetta, lardo di Colonnata IGP, provola affumicata di Agerola, zenzero – originale l’uso dello zenzero, peccato per il lardo che si è sciolto subito

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la Ginger

La pizza è napoletana, impasto morbido, leggermente abbrustolito ma mai bruciato, con un bel cornicione. Topping originali, utilizzo di prodotti campani (molti DOP nel menù), una presentazione non troppo attenta all’immagine.

Confesso che più di tutte avrei voluto provare la Tarantella che quella sera purtroppo era indisponibile. Altro grande assente, oltre alla pizza di bandiera, il cambusiere… ovvero Gennaro Battiloro, il promettete pizzaiolo che in meno di due anni ha portato la Kambusa ad ottenere fama e riconoscimenti (tra i quai svettano i 3 spicchi Gambero Rosso.)

Un’ottima serata, una pizza che merita di essere rigustata il prima possibile, un rammarico, quello di non aver trovato in carta una selezione di birre artigianali, e un rimpianto, il non aver provato la variante con impasto SCURO. 

Un rimpianto però che si trasforma in una buona scusa per poter tornare presto sulle rive del lago di Massaciuccoli sperando di poter incontrare, la prossima volta, anche il regista di queste ottime pizze. 


LA KAMBUSA

Via della Torbiera, 38 – Massarosa (Lu)

Tel. 0584/631832

Il conto: 5 pizze, una bottiglia d’acqua naturale, una bottiglia di vino, due birre medie = 85 €.

Pizze da 6 a 11 €, pizza Margherita 6,50 €