Si apre il sipario di Battil’oro, la pizzeria firmata Gennaro Battiloro.

C’era chi, come me, aspettava da un po’ questa apertura. Almeno da quando Gennaro Battiloro prima della fine dell’anno aveva salutato la Kambusa lasciandoci orfani di una tra le più buone pizze napoletane della costa toscana.

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Finalmente ieri sera il sipario si è alzato e il suo nuovo progetto è stato svelato ai tanti, tantissimi,  presenti all’inaugurazione di Battil’oro – Fuochi + Lieviti + Spiriti, la pizzeria tutta sua (già dal nome!) con più di un’anima.

Design minimale ravvivato dai toni dell’oro e del rosso per l’ampia sala a vetri in cui Battiloro accoglierà i suoi clienti, con doppio forno a legna (arrivato direttamente dalla Campania!) e il laboratorio impasti a vista. Oltre ai tanti tavoli, la possibilità di mangiare anche al bancone, godendosi lo “spettacolo” di pizzaiolo e fornai la lavoro.

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Non solo pizza, ma anche una piccola proposta di cucina semplice e dolci homemade, in cui la qualità delle materie darà forma non solo alla tradizione partenopea ma anche a quella versiliese.

Nel locale c’è anche una saletta privé per poche persone “che permetterà allo chef o al pizzaiolo di raccontare la propria identità e esprimere le proprie emozioni” dialogando direttamente con gli ospiti (cit.).

Inoltre, un’area lounge in cui intrattenersi per un aperitivo o un after dinner, sorseggiando un miscelato realizzato da un bartender professionista.

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Questo perché la ricerca di Battiloro non si è fermata solo alla qualità delle materie (tra cui anche l’Olio EVO e il Pomodoro San Marzano DOP – Selezione Battiloro) o dell’atmosfera, ma anche a quella del suo staff. Una squadra giovane e qualificata (anche grazie ai laboratori e alle visite dai fornitori, organizzati ad hoc) che sia capace di accogliere e trasferire al cliente le idee e la filosofia Battil’oro.

Menzione speciale, l’ampio giardino per le calde sere d’estate.

Durante la serata ho potuto assaggiare alcune delle pizze che venivano offerte. Tra queste: la Marinara con acciughe, con pomodorini del Piennolo DOP Coppola 1934, origano del Monte Saro, aglio, acciughe del Cantabrico

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l’immancabile Margherita, con Pomodoro San Marzano DOP Gustarosso, della selezione Battil’oro, fior di latte, basilico e olio EVO

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la San Giovanni, con prosciutto cotto naturale San Giovanni, fior di latte e gorgonzola DOP, mandorle tostate, mentuccia romana e olio EVO

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e  la Battil’oro, con Pomodorino Giallo del Piennolo Coppola 1934, burrata d’Andria, acciughe del Cantabrico, basilico e olio EVO

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La pasta leggera e croccante, la semplicità degli abbinamenti, il profumo e il gusto degli condimenti rendono queste pizze qualcosa di cui non vorresti più fare a meno.

Gennaro, pizzaiolo sorridente e generoso, ieri sera ci ha voluti tutti come suoi ospiti, organizzando per i presenti una grande cena conviviale, in cui la pizza è stata protagonista e le bollicine francesi, le pinte del Birrificio del Forte e i cocktail hanno favorito i tanti brindisi!

Una grande apertura per una pizzeria che sicuramente farà parlare di sè.

Ad maiora Gennaro!


PIZZERIA BATTIL’ORO

Via Asilo, 54 – Querceta (Lu)

Tel. 0584/1670112

Pizze da 6€ a 10€, pizza Margherita 8€.

 

 

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Massimo Giovannini e Damiano Donati, insieme oltre la pizza.

Che Massimo Giovannini avesse voglia di andare “oltre la pizza” lo si era già capito nel 2015 quando nel suo giardino aveva dato vita alla prima edizione di Lieviti d’Autore, un’intima ma ben curata manifestazione dedicata alla pizza di qualità e alla birra artigianale.

Dopo Contaminazioni, l’evento benefico che si è svolto lo scorso Luglio, organizzato dalla neonata Associazione Pizza & Peace  di cui Massimo fa parte, l’ultima pensata in casa Apogeo è un ciclo di quattro appuntamenti con altrettanti nomi noti della ristorazione lucchese (e non solo). In occasione di ogni cena, lo chef e il pizzaiolo padrone di casa, si scambiano tecniche, idee e sapori con l’obiettivo, appunto, di andare oltre la pizza, facendo “lievitare il pensiero creativo” (cit.).

Giovedì 25 Gennaio si è tenuta la prima di queste cene e ad inaugurare il ciclo è stato Damiano Donati del Punto di Lucca, premiata come Trattoria dell’anno dalla Guida I Ristoranti d’Italia 2018 de l’Espresso.

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Il percorso proposto da Massimo e Damiano è un viaggio tra le lievitazioni, le fermentazioni e le rifermentazioni, che tocca non solo la cucina ma anche la scelta dei vini, curata da Rolling Wine, e-commerce di vini biologici e biodinamici.

Si inizia con un pane realizzato con doppio impasto di farina di ghiande e avena e di barbabietola rossa, patate e polenta, da “tuffare” nell’olio evo nuovo di Maremma.

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Dopo la prima “lievitazione”, la cena entra nel vivo con il crostone al cavolo nero e ortaggi di stagione. Il pane, preparato con l’estratto di cavolo nero e impastato con il lievito madre, è “decorato” da 12 verdure dell’orto, cotte separatamente e ciascuna in modo differente (crudo, vapore, spadellato). A condire, chutney di mela e polvere di barbabietola rossa e cavolo nero. Questo primo piatto è stato accompagnato da un calice di Camaleonte 2016 (Tai rosso e Garganega), dell’azienda veneta Siemàn, un vino bianco frizzante, rifermentato in bottiglia.

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Si prosegue sulla via della “fermentazione”, con i tacos di mais, verdure e legumi. Il taco è preparato con mais fermentato e al suo interno cavolo nero, broccolo romanesco e il fagiolo rosso di Lucca (Presidio Slow Food) pestato con succo di limone. In abbinamento un calice di Tibulato 2016 dell’azienda umbra Tiberi, un Trebbiano in purezza raccolto a mano e -dato il tema della serata- riferementato in bottiglia anche questo.

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E la pizza? Eccola che arriva. Pizza di castagne al vapore con pomodoro San Marzano DOP, lardo di Colonnata IGP ricotto per 15 ore sotto vuoto (in modo da renderlo più “scioglievole”) e ricotta ripassata in forno con gli aromi del lardo. Eccezionale! La pizza è accompagnata nuovamente da un vino veneto, il Tainot 2016 (Tocai Friulano, Pinot Bianco e Vespaiola) della cantina Matervi

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A chiudere la cena, i bomboloncini (fritti dalla cara Barbara!) ricoperti di zucchero e serviti caldi, assieme ad un bicchiere di The Thing il vino dolce dello spagnolo Alfredo Mestro.

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Un pizzaiolo e uno chef, la passione per la cucina e la loro voglia di sperimentare, e un’idea originale sono stati gli ingredienti di questo viaggio ben riuscito tra lievitazioni e fermentazioni, in cui ci siamo spinti, con grande soddisfazione per il palato,  #oltrelapizza.

Che forma prenderà adesso la creatività di Massimo e dei suoi ospiti? Lo scoprirete solo partecipando ad una (o a tutte!) delle prossime cene presso la Pizzeria Apogeo di Pietrasanta.

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PIZZERIA APOGEO

Via Pisanica, 136 – Pietrasanta (Lu)

Tel. 0584/793394

Alla (ri)scoperta di ZenZero, la pizza degustazione appena fuori Pisa.

Riuscire a trovare un tavolo da ZenZero può non essere semplice. Quasi impossibile prenotare per il giorno stesso, da escludere totalmente la possibilità di riservare un tavolo per più di 6 persone (motivo per cui già ne scrissi, non troppo felicemente.)

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Ma questo però non poteva essere freno per la mia curiosità né scusa per non ritornare a provare le pizze di Stefano Bonamici, che ancora dopo 8 anni dall’apertura, continua ad essere l’unico pizzaiolo della provincia pisana che è riuscito ad accendere su di se i riflettori di stampa e critica.

IMG_7453 3E così, in un sabato pomeriggio d’inverno riesco nell’impresa di prenotare in extremis (ultimo servizio delle 22:15) un tavolo per due, addirittura per il giorno stesso.

Locale recentemente rinnovato, ha adesso una sala ampliata e una capienza quasi raddoppiata (che sia questo il motivo per cui è stato più facile trovare posto?). L’ambiente moderno è caratterizzato da uno stile industrial, con tavoli in legno e ghisa, arredi in ferro e lampadine a giorno. Il personale in sala è sorridente e molto professionale. Quello giovane però, scopriremo dopo, non sembra così preparato su pizze e ingredienti.

IMG_7458 2Iniziamo a sfogliare il menù, stuzzicando la fame con un coccetto di olive di benvenuto, che ci viene offerto all’arrivo. Tra le pagine, fotografiche ma minimali, topping creativi, materie di qualità, stagionalità dei prodotti. Sul tavolo, una lavagnetta suggerisce le due proposte di degustazione, da 4 o 6 spicchi (min. 2 persone), servite al tavolo un quarto alla volta. Non ci viene invece consegnata né la carta dei vini, molte le bottiglie esposte, né la lista delle birre, che sono sia industriali che artigianali – alla spine e in bottiglia -, e per l’ordine dobbiamo affidarci alle indicazioni del sommelier di sala. La presenza di un professionista di questo tipo non è mai scontata e nel caso di una pizzeria, di queste dimensioni, ci sorprende ancor di più.

IMG_7466Sono molte le pizze che ci attirano e per questo optiamo per il percorso di degustazione, così da poter esplorare gusti differenti. Iniziamo con l’opzione “4 spicchi”, chiedendo però una variazione alla selezione proposta dal pizzaiolo.

IMG_7469La prima pizza che ci viene servita è la Marroni, speck e trevisano con marroni del Mugello Igp, patata del Fucino Igp, formaggio Asiago, speck e radicchio travisano. Il mio colpo di fulmine è per la Patate, pioppini e Reblochon, con burro salato della Normandia, patata del Fucino Igp lessate e leggermente affumicate, funghi pioppini in cottura, formaggio Reblochon e rosmarino. Si prosegue con la Cime di rapa, salsiccia e zafferano, con bufala allo zafferano, cime di rapa, salsiccia e zafferano di San Miniato. La quarta e, in teoria, ultima pizza, Capra e Cavolo con robiola di capra stagionata, cavolo cappuccio stufato, nocciole, uvetta, mele Fuji e aceto balsamico. La degustazione sarebbe terminata qui, ma dato che la curiosità (non la fame!) è ancora forte, attratti dalla Cacio e Pepe, chiediamo di poter fare un’ulteriore eccezione al menù degustazione, aggiungendo ancora 1 spicchio a testa fuori carta (variazione che ci viene concessa solo perché ci troviamo a fine servizio). In quest’ultima, base di formaggio Asiago e pecorino di fossa leggermente fuso con pepe nero di Sarawak.

IMG_7478L’impasto, soffice e croccante, è ben lievitato e cotto in forno a legna in modo impeccabile. Cioè che lo rende unico è l’utilizzo di acqua di mare nel suo sviluppo, che, come si legge sul menù, lo arricchisce di nutrienti e consente di non aggiungere sale.

Su consiglio del sommelier, accompagnamo la degustazione con una bottiglia di Riesling tedesco 2016 dell’Azienda Heymann-Löwenstein.

Schermata 2018-01-07 alle 12.50.44Prima di rientrare riesco a scambiare qualche parola con Stefano e suo nipote Filippo, sapiente fornaio, e mi ricredo su alcuni aspetti. Avevo giudicato questo locale con troppa velocità, ma effettivamente mi sono resa conto di alcune cose: l’ambiente ristretto e il numero di richieste non permettono veramente di servire gruppi (ragione per cui mi ero un po’ arrabbiata qualche anno fa); la brigata è numerosa e la qualità è mantenuta su tutta la linea e questo potrebbe giustificare – non del tutto – il prezzo leggermente sopra la media delle altre pizzerie di pari livello.

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La prossima volta? Cenerò da ZenZero un martedì, fuori dalla frenesia del weekend, quando l’impasto ha raggiunto la più lunga maturazione. Parola di pizzaiolo.


PIZZERIA ZENZERO

Via Argine Vecchio, 87/A – Vecchiano (Pi)

Tel. 050/864357

Pizze da 8€ a 15€ (alcune senza prezzo), pizza Margherita, che qui PachinEat, 10€.

Il conto: degustazione per 2 da 5 spicchi 40€, vino 28€, coperto per 2 5€, totale 73€.

O Scugnizzo val bene il viaggio.

Arezzo, città meravigliosa, non è proprio il luogo più comodo da raggiungere per una cena. O meglio, non è il luogo più comodo se si parte da Pisa, è una domenica di Novembre e diluvia dall’ora della colazione.

Ma (c’è sempre un ma!) la pizza di Pierluigi Police vale la trasferta e anche di più.

L’occasione per questa gita fuori porta è stata una serata di degustazione organizzata alla Pizzeria O Scugnizzo di Arezzo con la scusa di fare quattro chiacchiere attorno a Pizza. Una Grande Tradizione Italiana (Slow Food Editore, 2016), insieme a Nio Antonio Puzzi e Sabino Berardino, tra gli autori del volume.

Schermata 2017-11-18 alle 19.49.02Il locale, in pieno centro storico, è arredato in modo semplice e moderno sui toni del bianco e per questo molto luminoso. Il personale sorridente, veste una divisa minimale molto curata nella sua semplicità.

La prima cosa che ti colpisce quando entri sono le vetrine frigo piene di birre artigianali e la prima cosa che ho fatto, dopo essermi presentata al padrone di casa, è stato chiedere se davvero fossero 170 etichette o se si trattasse semplicemente di una leggenda. La risposta? Sono anche più di 170 in bottiglia, a cui si sommano le artigianali alla spina. Praticamente un paradiso per chi ama l’abbinamento pizza-birra ma è stufo di trovare nelle pizzerie solo un paio di referenze (quando va bene…).

Il menù della cena prevede cinque assaggi di pizze più una sorpresa dolce abbinati, a scelta, a calici di vino (il Lambrusco dell’Azienda Agricola Luciano Saetti o il Soave della Cantina Pieropan) o di birra (Tipopils o Bibock del Birrificio Italiano).

Schermata 2017-11-18 alle 18.42.14Pierluigi mette in chiaro subito le sue origini e il tipo di pizza che propone nel suo locale,  aprendo la cena con una montanara con scarola saltata in padella, baccalà e battuto di capperi e olive. La montanara, o pizza fritta, è tipica della tradizione gastronomica napoletana e non a caso O Scugnizzo rientra tra le pizzerie segnalate dall’Associazione Verace Pizza Napoletana. La montanara è gonfia e soffice, ben fritta, non unta e generosa nel condimento. L’abbinamento scelto è squisito… praticamente un colpo di fulmine!

Schermata 2017-11-18 alle 18.52.34Si prosegue con una seconda montanara con ricotta di bufala affumicata, pomodorino confit preparato nel forno a legna con aggiunta di timo, acciuga di Cetara e granella di cucunci. Un abbinamento sapido-fumé per una pizza fritta con maestria e non facile da scordare.

Schermata 2017-11-18 alle 19.13.38Chiuso il capitolo (ahinoi!) con le pizze fritte, si passa al cavallo di battaglia del pizzaiolo, ovvero la pizza verace, che ha ottenuto la certificazione “verace pizza napoletana” dalla A.V. P. N. nonostante sia cotta in forno a gas.

Schermata 2017-11-18 alle 19.19.19La prima è con fior di latte, passato di broccoli, broccoli saltati in padella e lardo del Grigio del Casentino della Macelleria Salumeria Simone Fracassi. La seconda con  fior di latte di Agerola, zucca, provolone del Monaco DOP e tarese croccante del Valdarno, presidio Slow Food. Due pizze molto buone, ricche di sapori, omaggio all’autunno e alle terre che sono nel cuore del pizzaiolo.

Schermata 2017-11-18 alle 19.28.20Chiude la degustazione la pizza che ha debuttato a La Città della Pizza la scorsa primavera, con provola di bufala affumicata, papacella grigliata napoletana, salsiccia rossa di Castelpoto e conciato romano. Non a caso si chiama Pizza Presidio perché mette insieme, in un’unica “infornata”, tre eccellenze campane Presidio Slow Food.

Schermata 2017-11-18 alle 19.40.44Per finire in bellezza, anzi, in dolcezza, una montanarina con Galamella (la versione napoletana della più nota crema splamabile di di nocciole), zucchero e granella di nocciole, abbinata ad un liquore di latte di bufala.

Un’ottima cena, la bella compagnia al mio tavolo condiviso e la simpatia dei padroni di casa non mi hanno fatto sentire la fatica degli oltre 300 km percorsi per poter partecipare alla serata e, anzi, mi hanno dato la voglia di tornare ad Arezzo il prima possibile.

A quando, dunque, la prossima degustazione?


O SCUGNIZZO

Via De’ Redi, 9/11 – Arezzo

Tel. 0575/333300

 

 

 

 

 

 

Al Borgo: le pizze gourmet di Anna Grazzini a pochi passi dalle mura di Lucca.

Che a Lucca e provincia la pizza sia un “affare serio” lo hanno già dimostrato i Tre Spicchi Gambero Rosso di Massimo Giovannini, il premio appena assegnato dalla Guida L’Espresso a Gennaro Battiloro come Miglior Giovane Pizzaiolo di Talento, la passione di Cecio, la recente apertura di un Pizzarium firmato Bonci-Varrone.

Un’ulteriore conferma l’ho trovata la sera in cui sono andata a provare le pizze di Anna Grazzini, figlia “d’arte” cresciuta nella storica Pizzeria da Felice, che due anni fa ha aperto la sua Pizzeria Al Borgo, a Borgo Giannotti, un “quartiere” di Lucca, vicinissimo al centro storico.

Schermata 2017-11-02 alle 12.28.02Pareti grigio argento e rosso amaranto, tavoli in vetro, luci soffuse, forno a legna a vista e un bel banco scuro al centro della sala sono alcuni dei dettagli di un ambiente moderno e curato. Oltre a questo, la batteria, posizionata all’ingresso per le serate di jazz, è un particolare che resta nella memoria. Il menù fotografico, naturalmente ben esplicativo, è forse troppo didascalico e un po’ poco elegante per armonizzarsi con il contesto.

La carta delle pizze propone una selezione di classiche e una buona scelta di pizze gourmet che, citando il menù, nascono come piatto da cucina su base pizza, partendo da ingredienti di prima scelta cucinati ed abbinati grazie all’esperienza di Anna e quindi non modificabili. Questo è il motivo per cui nel menù si trova anche la pagina “Fattell’tu”, una lista di basi e topping combinabili secondo i propri gusti.  Inoltre, i Ripieni con Vista (calzoni che mostrano il ripieno), le Mezzelune, al posto delle focacce, e una pagina dedicata alle pizze Vegan. Tra gli impasti, oltre al classico, realizzato con farine bio macinate a pietra e lievito madre, con maturazione di 72h, anche il multicereale, il kamut, l’integrale, lo “scuro” con crusca e semi e quello senza glutine.

Schermata 2017-11-02 alle 12.37.12Decidiamo di ordinare due pizze gourmet e dopo lunga consultazione la scelta ricade su: Monterosa, con scarole alla napoletana, prosciutto crudo Bazzone della Garfagnana Presidio Slow Food e burrata pugliese, basilico fresco, e la Pomidoro, con provola di Agerola, pomodori gialli del Piennolo Presidio Slow Food, acciughe e colatura di Cetara, basilico fresco.

L’impasto è leggerissimo, la cottura a regola d’arte, il topping è ben distribuito, vincente l’abbinamento. Oltre a questo, le pizze di Anna sono belle e presentate in modo elegante su piatti di ardesia.

Schermata 2017-11-02 alle 12.43.04Seguendo il consiglio, le abbiniamo ad una bottiglia Fines Bulles di Mathiu Cosme, un metodo classico bio prodotto con chenin blanc della Loira. Si rivela un’ottima scelta anche se la decisione è molto combattuta dato che al Borgo, oltre ad una buona proposta i birre artigianali in bottiglia (tra cui Baladin e Piccolo Birrificio Clandestino), c’è una carta dei vini molto ampia, curata direttamente da Anna, sommelier appassionata. Per i meno esperti (o più timidi!), il menù suggerisce una serie di abbinamenti tra pizza gourmet e vino.

Non ho avuto modo di assaggiare i dolci fatti in casa, che però avevano un aspetto più che invitante. Questo, insieme alla curiosità per la Pizza Dubai (con salmone, tartufo e foglie d’oro!) potrebbero essere due validi motivi per tornare presto a cena alla pizzeria Al Borgo, dove il servizio è professionale, l’ambiente ricercato ma soprattuto le pizze sono davvero buone.


AL BORGO RISTORANTE E PIZZA GOURMET

Via delle Tagliate Terza, 642 – Lucca

Tel. 333/9739951

Pizze da 8€ a 22€ , pizza Margherita 8€.

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il conto

Cecio, una gran bella scoperta alle porte di Lucca.

Servizio al tavolo non previsto, bicchieri di plastica, nessuna toilette. Questi sono i tre aspetti negativi della pizzeria in cui sono stata a cena di recente.

Solo questi, perché per tutto il resto la Pizzeria da Cecio di Porcari (Lu) è un posto in cui tornare il prima possibile.

IMG_5860Andrea, per gli amici Cecio, è un ottimo padrone di casa e in qualche modo è l’amico che vorresti avere: curioso e appassionato, chiacchierone, molto ospitale e soprattutto abile pizzaiolo. Ha iniziato a mettere le mani in pasta nei weekend, per arrotondare il suo stipendio di operaio. Poi, quasi dieci anni fa, ha cambiato vita aprendo la sua pizzeria, dove è stato da subito capace di fare la differenza.

Da due anni è persino segnalato nella Guida Pizzerie d’Italia Gambero Rosso.

La sua pizzeria è la sua casa ed è lì che Andrea passa ogni giornata, compresa quella di chiusura, preparando il lavoro per la settimana, sperimentando nuove cotture e provando ricette. Il tempo libero che riesce a ritagliarsi lo divide tra l’orto, sua seconda passione, e le visite ai laboratori dei colleghi, ormai diventati amici.

La pizza di Andrea è qualcosa che non ti aspetteresti di trovare lungo una statale di provincia, a 18 km dalla città: lievito madre, un impasto misto con aggiunta di enkir e farina integrale fornite dal Mulino Marino, selezione accurata delle materie prime (tra cui molte locali), stagionalità dei prodotti, presidi Slow Food.

Completa l’offerta una buona scelta di birre artigianali e alcune etichette di vini biologici.

Il suo estro si ritrova in ogni creazione: dalla cecina con i porri entrata di diritto tra i “best seller” della pizzeria, all metodo studiato per rendere croccante la pancetta nel forno a legna, fino ad azzardare una proposta molto toscana come la pizza con cinghiale.

La selezione di pizze è molto ampia e va da quelle della tradizione, alle gourmet, cambiando continuamente in base alla disponibilità degli ingredienti. Inoltre calzoni e focacce e qualche proposta dolce per i più golosi.

Schermata 2017-10-09 alle 22.17.09A cena in tre abbiamo voluto assaggiare la Pizza Bon Cecio, bianca con semi misti, ricotta della Garfagnana, pancetta porchettata e pepe selvatico del Madagascar, una Pizza Gourmet Bianca del giorno, con cavolo verza speziato al curry, capocollo di cinta senese Dop e provola (sostituita all’ultimo dalla bufala) e ovviamente una Pizza Margherita.

Tutte ben cotte, molto gustose e con un minimo comune denominatore: la sorprendente leggerezza dell’impasto!

Chiudiamo la cena con una fetta di “bauletto”, un lievitato con gocce di cioccolato cotto nel forno a legna, farcito con ricotta fresca e limone… buonissimo!

IMG_5864Tornerò certamente da Cecio, magari un Giovedi, quando Andrea propone ai suoi clienti l’impasto 100% enkir o  nel periodo natalizio per acquistare il suo panettone, sicuramente da non perdere.


PIZZERIA DA CECIO

Via Romana Est, 201 – Porcari (Lu)

Tel. 0583/299315

Pizze da 5,50€ a 14€, pizza Margherita 6,50€.

Grazie Bonci per aver aperto anche a Lucca!

Dopo Roma e prima di Chicago, Gabriele Bonci (sì, quello del Pizzarium di Roma) ha scelto Lucca per inaugurare il suo primo locale fuori porta, condividendo questa nuova avventura con il ristoratore Massimo Minutelli, noto nella città toscana per la sua Griglia di Varrone.

FullSizeRender-2Da ieri l’apertura ufficiale, preceduta dall’inaugurazione di sabato e dal pre-opening di venerdì riservato alla stampa al quale ho partecipato insieme all’amica Luciana, appassionata pizzofila e penna, tra le altre cose, di Pizza on the Road.

Locale minimale, con un arredo moderno giocato sui toni del beige e dell’acciaio. Tante le trasparenze, grandi vetrate che danno sull’esterno, un doppio banco per le pizze e non solo (anche i dolci della pasticceria L’Angolo Dolce), la parete di vetro dietro cui (non) si cela il laboratorio. Posti a sedere sia all’interno che sotto il portico, dove è presente anche un’area gioco per bambini. Contrariamente a quanto immaginato, il locale non si trova in centro ma nella zona dell’Ospedale San Luca, a 10 minuti di auto dalle mura. Scelta curiosa (e un po’ azzardata) alla quale non sono riuscita a dare una spiegazione.

FullSizeRender-3Alla domanda “Come mai proprio a Lucca?” lo staff ci risponde che tra i produttori della zona, più che altrove, hanno potuto riscontrare un’attenzione al naturale e al biodinamico perfettamente in linea con la filosofia di Naturalmente Bonci. Volendo citare alcuni nomi:  i salumi della Macelleria Renato Bullentini  di Lucca e i formaggi del Podere Al Carli, le verdure dell’Azienda Agricola Carraia, composte di Maestà della Formica, in Garfagnana. Ovviamente, da bere, vini naturali e birre artigianali.

Per l’inaugurazione erano state preparate moltissime pizze differenti, con l’intento di far conoscere le molteplici possibilità di abbinamento e il grande livello di qualità delle proposte. Cosa abbiamo assaggiato? La pizza con stracciata di burrata e mondiola, con pancetta, patate, maionese e acetosa, con mortadella e crema di ceci, una rossa con burrata e acciughe, una focaccia con formaggio e capocollo e quella che ho preferito di più in assoluto la pizza con salsiccia di Cinta Senese e parmigiano. Inoltre una pizza bianca con porchetta assolutamente strepitosa. 

FullSizeRender-4In questi mesi estivi, la pizzeria sarà aperta da martedì a domenica e solo in orario serale ma non è escluso che da ottobre le cose possano cambiare. Così come non è escluso che  a breve possa essere introdotta la possibilità di un menù degustazione che affiancherà la quotidiana proposta senza servizio al tavolo.

Senza dubbio un’ottima scusa per tornarci presto!


BONCI LUCCA

Via Romana, 1740/c – Lucca

Tel. 0583/464032