Scarlett, la pizzeria di Pontedera dove si può ordinare (davvero!) solo pizza e tiramisù

Pizza e tiramisù sono indubbiamente due tra i prodotti più iconici della nostra cucina, come sanno bene i proprietari di Scarlett – Pizza & Tiramisù, nuovo locale di Pontedera (Pi), che ha strutturato la propria offerta esclusivamente attorno a questo connubio.

Forno a vista, così come l’angolo pasticceria, locale dall’atmosfera contemporanea con note vintage, sulle pareti della sala si alternano muschi e e grandi pannelli su cui sono illustrate le composizioni delle pizze principali.

Il menù, limitato a pizze e tiramisù, ha una scelta non molto ampia: solo 6 pizze bianche e altrettante rosse. Anche i tiramisù, proposti in 6 varianti differenti. Buona la carta dei vini, un po’ meno interessante quella delle birre. Nota spiacevole nel menù: i prezzi con lo “virgola 9”, che richiamano un po’ le offerte della supermercati, più che la carta di una pizzeria di qualità.

In occasione di questa serata, ho la fortuna di assaggiare più pizze, il cui denominatore comune sarà l‘impasto croccante di “scuola romana”, realizzato con farine macinate pietra con una buona percentuale di farina integrale e di farro. 

IMG_8713Iniziamo con una pizza di mare: la Vaporetta, con mozzarella fiordilatte, sgombro al vapore, cipolla di Tropea caramellata, aneto e pepe rosa.

IMG_8722Dopo arriva Peppina La Pioppina, con pomodoro San Marzano dop, prosciutto cotto di culatello di San Marino e funghi pioppini nostrani spadellati.

IMG_8735Proseguiamo con l’autunnale Sublime, pizza bianca con crema di zucca mantovana, taleggio dop, mozzarella fior di latte, radicchio trevigiano dop alla scapece e nocciole piemontesi tostate.

IMG_8743 2Ancora una bianca, la Mortazza, con mozzarella fior di latte, mortadella artigianale con pistacchi, burrata, pesto homemade e granella di pistacchi. Ottima nella sua semplicità.

IMG_8752Conclude la carrellata delle pizze il grande classico degli abbinamento, la Cantabrica, con pomodoro San Marzano dop, provola affumicata a crudo, acciughe del mar cantabrico e basilico fresco.

Dopo le pizze è il momento del tiramisù, rienterpretato appunto in 6 variazioni su tema. Si va dal Non sbagli mai, tiramisù classico con crumble al cioccolato, al Chicco a sorpresa incentrato sul caffè con un maxi chicco di caffè di cioccolato ripieno di crema al mascarpone. Poi c’è La Boqueria, il tiramisù con i frutti che ricorda nei colori e nei profumi il mercato spagnolo, l’Alba a Newyork con spugna di nocciole piemontesi e plum cacke al cacao rosso, il tiramisù Glamour, con sfera di cioccolato rosa e petali e lo scenografico Havana 1952, un sigaro di cioccolato con crema al sifone, affumicatura, caffè e servito con rum cubano.

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Non me ne vogliano i pizzaioli, ma avendo avuto la fortuna di assaggiare tutti i tiramisù, posso dire che le creazioni sfiziose ed originali di Roberta, allieva del maestro pasticcere Vincenzo Tiri, sono il motivo più interessante per cui andare a provare questo nuovo locale della provincia pisana. 


SCARLETT PIZZA & TIRAMISU’

Piazza Garibaldi, 7 – Pontedera (Pi)

Tel. 0587/477985

Pizze da 8,90€ a 14,90€, pizza Margherita 8,90€.

 

 

Pizza Awards Italia 2019: gli oscar della pizza made in Italy stanno per tornare.

Manca pochissimo all’assegnazione dei nuovi Oscar della Pizza Italiana!

La cerimonia di premiazione dei Pizza Awards Italia 2019, presentata da Sara De Bellis, direttrice di MangiaeBevi, e Chiara Giannottidi Vino.tv, si terrà a Roma, presso il centro congressi La Nuvola, il prossimo 11 Novembre in occasione della VII edizione della manifestazione Excellence2019.

Il premio, nato sull’esperienza del “Premio MangiaeBevi” nel 2017 e divenuto Restaurant Awards nel 2018, vuole contribuire ad accendere i riflettori sulle eccellenze della pizza italiana e sui suoi più valenti rappresentanti, offrendo un giusto riconoscimento a quelle attività e quegli operatori del settore che si sono distinti durante gli ultimi 12 mesi.

Anche Margherita Capricciosa nel panel di giurati, composto da circa 200 dei più autorevoli giornalisti gastronomici italiani (curatori delle principali guide, direttori e redattori delle testate di settore e responsabili delle pagine dei quotidiani che trattano di enogastronomia) con particolari competenze per il mondo della pizza, e dai più importanti esperti di pizza in Italia.

Nel corso della manifestazione saranno assegnati ben 35 premi. Nelle categorie principali, oltre alla Miglior Pizza d’Italia, saranno premiate la Miglior Pizza Tradizionale, la Miglior Pizza Contemporanea, la Miglior Nuova Apertura, la Miglior Pizza Regionale (una per ognuna delle 20 regioni).

Due i premi assegnati ai migliori pizzaioli d’Italia: Miglior Pizza Chef Uomo, Miglior Pizza Chef Donna.

Saranno assegnati inoltre dei premi speciali: Miglior Pizza Napoletana, Miglior Pizza Romana, Miglior Pizza Canotto, Miglior Pizza Fritta, Miglior Pizza Bio, Miglior Pizza Senza Glutine, Miglior Design, Miglior Comunicazione Digitale e Miglior Carta Vini e Birre, riconoscimento quest’ultimo assegnato in collaborazione con l’associazione Noi di Sala.

Ecco le 100 pizzerie che concorrono al titolo di “Miglior pizza d’Italia”:

Abruzzo (2)

Giangi Pizzeria Gourmet – Arielli (CH)

La Sorgente – Guardiagrele (CH)

Basilicata (2)

Da Zero – Matera

Fandango – Filiano (PZ)

Calabria (1)

La Mimosa – Siderno (RC)

Campania (23)

10 Diego Vitagliano – Napoli

50 Kalò – Napoli

Antica Osteria Pepe – Caiazzo (CE)

Casa Vitiello – Caserta (CE)

Concettina ai tre santi

Da Attilio – Napoli

Da Zero – Vallo della Lucania (SA)

Elite – Alvignano (CE)

Fratelli Salvo – San Giorgio a Cremano (NA)

I Masanielli – Caserta (CE)

I Masanielli Sasà Martucci – Caserta (CE)

L’Antica Pizzeria Da Michele – Napoli

La Notizia Gourmet  – Napoli

Le Figlie di Iorio – Napoli

Le Parùle – Ercolano (NA)

Palazzo Petrucci Pizzeria – Napoli

Pepe in Grani – Caiazzo (CE)

Pignalosa – Salerno

Salvatore Lioniello – Succivo (CE)

Sammarco – Aversa (CE)

Sorbillo – Napoli

Tre Voglie – Battipaglia (SA)

Vincenzo Capuano – Napoli

Emilia Romagna (6)

Berberè – Castel Maggiore (BO)

La Bufala – Maranello (MO)

O Fiore Mio – Faenza (RA)

Piccola Piedigrotta – Reggio Emilia

Pummà – Bologna

Al Civicosei – Trieste

Lazio (14)

180 gr – Roma

Angelo Pezzella – Roma

In Fucina – Roma

La Gatta Mangiona – Roma

Lievito Madre Sorbillo – Roma

Madre – Roma

Osteria Birra del Borgo – Roma

Proloco Dol – Roma

Proloco Pinciano – Roma

Pupillo – Frosinone

Sbanco – Roma

Seu Illuminati – Roma

Sforno – Roma

Tonda – Roma

Liguria (2)

Officine del Cibo – Sarzana (SP)

Savô – Genova

Lombardia (15)

Cocciuto – Milano

Crosta – Milano

Da Michele – Milano

Da Zero – Milano

Dry – Milano

Enosteria Lipen – Triuggio (MB)

Giolina – Milano

Lievità – Milano

Montenegrina Tric Trac – Legnano (MI)

Olio a Crudo Sorbillo – Milano

Pizzium – Milano

Pizzottella – Milano

Rossopomodoro Sabotino – Milano

Salvatore Mugnano – Milano

Sirani – Bagnolo Mella (BS)

 

Marche (2)

Mamma Rosa – Ortezzano (FM)

Mezzometro – Senigallia (PS)

Molise (1)

Miseria & Nobiltà – Campobasso

Piemonte (4)

Bricks – Torino

Gusto Divino – Saluzzo (CN)

Patrick Ricci – San Mauro Torinese (TO)

Vola Bontà per Tutti – Castino (CN)

Puglia (3)

400 Gradi – Lecce

Canneto Beach 2 – Margherita di Savoia (BT)

Pomodoro e Basilico – Martina Franca (TA)

Sardegna (2)

Framento – Cagliari

Pizzeria Bosco – Tempio Pausania (OT)

Sicilia (5)

Da Clara – Venetico Superiore (ME)

Fud – Catania (CT)

La Braciera – Palermo

Orso – Messina

Piano B – Siracusa

Toscana (8)

Apogeo – Pietrasanta (LU)

Battil’oro – Querceta (LU)

Duje – Firenze

Giotto – Firenze

Il Vecchio e il Mare – Firenze

La Pergola di Radicondoli – Radicondoli (SI)

La Ventola – Rosignano Marittimo (LI)

Le Follie di Romualdo – Firenze

Trentino-Alto Adige (1)

Korallo – Trento

Umbria (1)

Officine Bartolini – Perugia

Valle d’Aosta (1)

Du Tunnel – Courmayeur (AO)

Veneto (7)

Da Ezio – Alano di Piave (BL)

Gigi Pipa – Este (PD)

Grigoris – Mestre (VE)

Guglielmo Vuolo – Verona

I Tigli – San Bonifacio (VR)

Ottocento Bio – Bassano del Grappa (VI)

Renato Bosco – San Martino Buon Albergo (VR)

(organizzazione evento: Fabio Carnevali e Vincenzo Pagano – media partner: Agrodolce, MangiaeBevi, Scatti di Gusto, Today, Gusto Sano e Bio Magazine.)

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La Pizza di Rebe, non chiamatela pizza al taglio!

Nove anni fa Cristiano Diodato ha dato una svolta alla sua vita, inaugurando questa pizzeria al taglio e da asporto in un quartiere residenziale di Prato aperta a pranzo e a cena. Durante questo periodo non ha mai smesso di formarsi, di conoscere colleghi, di ricercare i migliori ingredienti per la sua pizza e le ricette che più lo rappresentassero, fino a quando ad inizio di questo anno ha capito che la definizione di “pizzeria al taglio” era riduttiva rispetto al grande lavoro che stava facendo.

Schermata 2019-10-29 alle 00.45.32.pngE così, complici un’ottima riprogettazione degli spazi e una buona dose di coraggio, ha trasformato il suo locale in una curatissima e moderna pizzeria da circa 30 coperti (tra cui l’intelligente banco a scomparsa davanti al laboratorio!), con servizio al tavolo e personale preparato.

Il menu è diviso in pizze classiche o “differenti”, ciascuna ordinabile sia tonda che alla pala, in più in carta anche calzoni e focacce ripiene. Il forno è elettrico, gli impasti sono realizzati con farine a “km buono” tra cui quelle del Molino Bardazzi, proprio di Prato, e sono disponibili in due versioni: il classico macinato a pietra o l’integrale (con l’aggiunta di semi nella versione in pala).

Vorrei poter assaggiare più pizze possibili e per questo chiedo a Cristiano di prepararmi una degustazione in pala, composta da un mix di tranci semplici e ripieni, con farina bianca o integrale.

IMG_7499Nella versione integrale provo le due focacce: la Cavolata Nera, farcita con crema di cavolo nero, stracchino e finocchiona, e una focaccia ripiena fuori carta con funghi porcini trifolati, prosciutto cotto al forno e mozzarella.

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Ordino anche un’altra pizza del giorno, la Grignano, rivisitazione della parmigiana, con salsa di pomodoro, mozzarella, melanzane, patè di pomodorini semi-dried, burrata pugliese e olio al basilico.

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Su consiglio del pizzaiolo, assaggio anche la Vesuvio, con pomodoro, mozzarella, battuto d’aglio e prezzemolo, acciughe, ciliegini, parmigiano reggiano, cipolla di Montoro e olive taggiasche.

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Chiudo con la Sapore delle Alpi, in cui mozzarella e taleggio fanno da base al radicchio rosso spadellato nel vino Chianti e straccetti di speck croccante.

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In entrambe le versioni, l’impasto è molto leggero e soffice ma con la croccantezza giusta degna di una buona pala. I condimenti, sia quelli più classici che le declinazioni toscane, non deludono mai per la qualità degli ingredienti.

IMG_7514.jpegGià che ci sono assaggio anche uno spicchio di pizza tonda Regina Marghe con fiordilatte, pomodorini spadellati con aglio e basilico e olio al basilico. Buona ma forse un po’ meno interessante rispetto alla pala, vero fiore all’occhiello di questa pizzeria.

Schermata 2019-10-29 alle 00.29.03.pngPer concludere la cena, da una buona lista di dolci scelgo un imperdibile babà in vasocottura homemade e un originalissimo panino morbido con crema pasticcera e salsa di fichi fatta maison.

Ho accompagnato la degustazione, ahimè, con acqua ma se avessi voluto avrei potuto scegliere tra qualche etichetta di vino e una buona selezione di birre artigianali.

Per chi se lo stesse chiedendo, nonostante la trasformazione del locale, il bancone durante il giorno è ancora imbandito con tranci di pizza per un pasto veloce… ma, nonostante questo, vi prego, non chiamatela più pizzeria al taglio perchè La Pizza di Rebe è molto di più!

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LA PIZZA DI REBE

Via Ardengo Soffici, 32 – Prato

Tel. 0574/634503

Pizze da 6€ a 13€, pizza Margherita 6€ (al pezzo 1,80€).

La mi’ pizza al Toscano Dop: quando la pizza parla toscano.

La Maremma, il Pecorino Toscano DOP del Caseificio Sociale Manciano e dieci pizzaioli. Questi gli ingredienti de La mi’ pizza al Toscano DOP l’evento organizzato lo scorso sabato a Capalbio, con il contributo della Regione Toscana, nell’ambito delle iniziative di promozione e valorizzazione del Pecorino Toscano DOP.

Ai pizzaioli intervenuti è stato chiesto di creare una pizza utilizzando almeno una delle tipologie di pecorino del Caseificio Sociale Manciano: il delicato Pecorino Toscano DOP Amico del Cuore, il più intenso Pecorino Toscano DOP stagionato 12 mesi e il Pecorino Toscano DOP Rosso Petti di Manciano, trattato in crosta con doppio concentrato di pomodoro toscano fornito dal Gruppo Petti e olio extravergine di oliva Toscano IGP di OL.MA Collegio Toscano degli Olivicoltori. Oltre al formaggio, per rafforzare la “toscanità” di queste pizze, a loro disposizione anche  il pomodoro del Gruppo Petti, azienda della provincia di Livorno che produce conserve di pomodoro 100% toscano e le farine del Molino Parri di Rigomagno, in provincia di Siena.

Al forno, durante l’intera giornata, si sono alternati i pizzaioli locali Giacomo Fusi della Pizzeria Doppio Zero di Manciano, Fabio Pettorali della Pizzeria Il Melograno e Pietro Camerota della Pizzeria Mon Amour entrambi di Grosseto. Ma anche pizzaioli da fuori provincia come Melchiorre Cafiero della Pizzeria Ci si trova lì di Venturina, Domenico Felice della pizzeria Ti do una pizza di Firenze, Paolo D’Urzo, pizzaiolo partenopeo in arrivo dalla pizzeria La Veranda di Siena. E pizzaioli “spicchiati” come Gabriele Dani di Disapore La Pietra pizzeria contemporanea di Cecina, MarioCipriano, in arrivo dal ristorante-pizzeria Il Vecchio e il Mare di Firenze, Gabriele Tonti, titolare di Ghevido a Sesto Fiorentino e Gloria Basagni, in rappresentanza di Menchetti, panificio dal 1948 con sede a Cesa Marciano della Chiana, in provincia di Arezzo.

Molto diverse le pizze proposte durante la serata, da quelle cotte in forno a legna a quelle sfornate dall’elettrico, dalla pizza in napoletana, alla pizza in pala, fino alla pizza al vapore, di mare e di terra, ma sempre con un protagonista assoluto: il pecorino.

Tra le pizze assaggiate, tutte di ottimo livello, ce ne sono state alcune veramente interessanti.

IMG_6752Come la fresca la Marinara Gialla di Gabriele Dani con base pomodoro di zucca, ossia salsa di zucca in acqua di pomodoro, scaglie di pomodori pelati Petti essiccati, stracciatella di Pecorino Toscano DOP Rosso Petti di Manciano, alici di Cetara e zest di limone, aglio e origano.

IMG_6778O la Pizza Maremmana di Fabio Pettorali, con pomodori datterini pelati Petti e pomodori datterini Azienda Sfera, bufala affumicata,  rigatino di Cinta senese biologico della Tenuta di Paganico e pecorino in due varianti: scaglie di Pecorino Toscano DOP stagionato 12 mesi e crema di Pecorino Toscano DOP Amico del Cuore per farcire il cornicione.

IMG_6785Anche se la più maremmana di tutte è stata senza dubbio la Buttera di Gabriele Tonti farcita con sugo alla Buttera (salsiccia di maiale e di cinghiale, cipolla bianca stufata e ristretto di pomodori pelati Petti), Pecorino Stagionato DOP 12 mesi grattugiato, olive riviera, timo, germogli di porro.

IMG_6743Molto originale la pizza Nuvola cotta a vapore di Mario Cipriano con farina macinata a pietra, fonduta di Pecorino Toscano DOP, polpo croccante, sabbia di lamponi e zest di tartufo fresco, che si è fatta notare per un insolito accostamento di prodotti del mare e della terra.

Per fortuna non ci sarà bisogno di aspettare la prossima edizione di questo evento gustoso per sperimentare l’abbinamento pizza e pecorino poiché le pizze ideate per questa occasione saranno presto inserite nei menù dei rispettivi pizzaioli.

Quindi… non resta che tornare ad assaggiarle tutte!

Le 50 migliori pizzerie d’Italia, il 23 Luglio in scena a Napoli.

E’ tempo di conoscere i nomi delle migliori pizzerie d’Italia, è tempo di finalissima!

Il 23 Luglio a Napoli nella stessa splendida cornice dello scorso anno (ovvero il Teatro Mercadante) scopriremo quali sono le 50 migliori pizzerie dello stivale, secondo 50 Top Pizza, la prima  guida on-line di settore giunta quest’anno alla sua terza edizione.

Tre premi speciali saranno assegnati ad altrettanti  pizzaioli che si sono distinti per il loro lavoro: Pier Daniele Seu (Seu Pizza Illuminati– Roma), premiato per la Migliore Pizza Vegana (crucifere, crema di senape e nocciole), Sara Palmieri (10 Diego Vitagliano– Napoli) aggiudicatasi il Premio D’Amico per la Migliore Proposta Gluten Free, e Denis LovatelEzio– Alano di Piave, BL), a cui va il Premio S. Pellegrino Innovazione e Sostenibilità.

Inoltre, saranno premiare anche pizzerie “del resto del mondo” che si sono distinte per la avere saputo valorizzare il made in italy e lo stile napoletano anche oltre confine.

“Sarà come ormai di consueto– sottolineano i tre curatori del progetto editoriale, Barbara Guerra, Luciano Pignataro e Albert Sapere una grande festa della pizza.” …che Margherita Capricciosa non si perderà! Banner Social Premiazione - JPG.jpg

Pizza e cocktail? A Firenze, anche Duje ha detto si.

Martedì scorso, Duje (ex Santarpia) ha scelto di inaugurare la sua seconda vita con una grande serata di degustazione pizza-cocktail made in Toscana, in cui le pizze di Michele Leo sono state abbinate ai prodotti dell’Associazione Tuscan Spirits, miscelati per l’occasione da Marco Serri del Big Easy Cocktail House di Prato.

Schermata 2019-07-14 alle 11.12.30.pngA condurre l’evento Marco Gemelli e Federico Bellanca, autori di Toscana da Bere (Ed. Forchettiere), un libro-guida tra i luoghi e i protagonisti della miscelazione toscana .

IMG_2519La cena inizia con un classico della napoletanità, Pizza Fritta con scarola riccia, olive taggiasche, capperi, alici Delfino di Cetara e pecorino, a cui viene abbinato l’Aromatic Champagne, cocktail champagne con Champagne Bergère, Brandy Quattrino e Bitter Angostura Taccola. Con una pizza fritta, nessun accostamento sarebbe stato più azzeccato di un drink con bollicine, utili per sgrassare e ripulire il palato.

IMG_2530La prima delle tre pizze in assaggio è l’originale Pizza allo Zafferano, con fiordilatte de Il Casolare, una base di crema di patate con zafferano, zucchine, carote, melanzane fritte e peperoncino verde. Lo zafferano esalta i sapori ed è il filo conduttore dell’abbinamento con il cocktail Sweet Saffron, rivisitazione a base zafferano dell’Hanky Panky, realizzata con Gin e Zafferano del liquorificio Re dei Re, Vermouth Rosso Taccola e angostura.

IMG_2540Si continua con la Puttanesca, una pizza colorata a base pomodoro San Marzano, con provola affumicata, pomodorini rossi e gialli del Piennolo, alici Delfino di Cetara, olive taggiasche e capperi fritti che danno croccantezza. Una pizza che ricorda i sapori mediterranei, forte e decisa, abbinata per contrasto ad un twist di Gin Tonic con Gin toscano Ginepraio, tonica e aggiunta di erbe aromatiche tra cui il timo, per richiamare la pizza e, soprattutto, il profumo della macchia toscana.

IMG_2550L’ultima pizza è la Parmigiana con pomodoro San Marzano, fiordilatte de Il Casolare, mulignane (melanzane fritte), parmigiano e basilico. In abbinamento il Negroni a 4 un grande classico tra i cocktail, il Negroni, proposto per l’occasione con un quarto ingrediente: Gin Senensis, Bitter Taccola, Vermouth Rosso Taccola e Cynar 70 gradi, che che valorizza il pairing riprendendo le note vegetali delle melanzane sulla pizza.

IMG_2556La cena si chiude con la Delizia al Limone, dolce tipico della tradizione amalfitana e sorrentina con pan di spagna, crema chantilly al limone e bagna al limoncello. In abbinamento la Vodka alla canapa Solo Per Pochi prodotta a Firenze, scelta come accompagnamento per le sue note aspre e citriche che ricordano quelle del dessert.

L’evento è stato un’ottima occasione per assaggiare le pizze di Duje, dove ancora non ero stata, e per conoscere meglio la ricchezza e la qualità degli spirits toscani. E se ad inizio serata ci siamo chiesti se fosse possibile avere una terza alternativa rispetto agli abbinamenti più tradizionali pizza-birra e pizza-vino, la risposta è sì. Una terza via è possibile… e che via!

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DUJE

Largo Pietro Annigoni, 9 – Firenze

Tel. 055.245829

La Casina di Marina di Massa, la pizzeria che vorresti avere sotto casa.

Dopo l’inaugurazione dell’anno scorso, non ero ancora tornata a La Casina. Per fortuna qualche giorno fa mi trovavo in zona e ho avuto modo di rimediare, confermo il giudizio che avevo avuto sul locale e, soprattutto, l’impressione su Alessandro, giovane pizzaiolo creativo e talentuoso.

Il menu è diviso in pizze tradizionali mai banali, pizze farcite (focacce, calzoni e pizza frisa, che ricorda la frisella classica) e social pizze da degustare, tra cui anche bagel. Inoltre, la cucina prepara anche qualche piatto di terra o di mare. Carta del bere con numerose referenze sia di vini, anche francesi, che di birre artigianali. I locale, frutto di una recente ristrutturazione, e il personale, sempre sorridente nonostante la stanchezza, contribuiscono alla buona riuscita della serata.

Prima di iniziare la cena, convinco il mio tavolo a dividersi qualche pizza con me, così da avere la possibilità di assaggiare più gusti e conoscere al meglio il lavoro del pizzaiolo.

IMG_2007Cominciamo con la Ciccia e Smoke, farcita con camembert di bufala, bieta ripassata, maionese alla senape, carpaccio di fassona piemontese affumicata a freddo direttamente sul tavolo. Originale nella presentazione, decisa nel sapore e molto croccante grazie al suo impasto “crock”, a lievitazione mista ed alta idratazione.

IMG_2010Il secondo assaggio è per la Cocktail di Mazara, stesso impasto della precedente ma topping di mare, con burrata pugliese, insalata iceberg, germogli, tartare di gambero rosso di Mazara, elisir di di gambero rosso Mazara e aria di mela. Leggera e freschissima, è la pizza perfetta per una calda sera d’estate.

IMG_2020Curiosi di provare anche una pizza con impasto tradizionale ordiniamo l’Imperiale, l’unica tra queste cotta in forno a legna. Salsa a base di pomodoro, panna e basilico, burrata pugliese, germogli, salmone marinato e perlage di tartufo. Vivace nel gusto e nell’aspetto, ma forse la meno interessante tra tutte.

IMG_2015Si prosegue con una pizza è omaggio ad un grande classico della tradizione partenopea: La Genovese. Pizza farcita con sugo alla “genovese” con cipolla e costine di maiale, stracciatella affumicata, cacioricotta ed emulsione alla cipolla. Dolce ma decisa, come solo una genovese sa essere.

IMG_2013L’ultima è la pizza Tentacoli, con burrata pugliese, pesto di sedano, basilico e mandorle, insalata di fagiolini e patate, polpo in cottura, polvere di pomodoro. Particolarità di questa pizza, gustosissima, è l’impasto “wild crock” preparato con farina multi cereale e orzo tostato, partendo da acqua fermentata (che fermenta con frutta e verdura per circa 5 giorni prima di essere utilizzata nell’impasto) e quindi senza aggiunta di lieviti. Avrei voluto non doverla condividere con gli altri perché uno spicchio di questa pizza è decisamente troppo poco!

Buona e di qualità la proposta, prezzi onesti, gentilezza. Ad un anno dall’apertura, sono contenta di essere tornata a provare le pizze di Alessandro tanto quanto sono dispiaciuta che La Casina non sia più vicina a casa mia… per poterci andare più spesso!


LA CASINA

Via S. Giuseppe Vecchio, 220 – Massa

Tel. 324/5824410

Pizze da 5,50€ a 18€, pizza Margherita 6€.