A Rimini, le pizze “allegre” de Il Cortile in Centro.

Dopo anni passati ai forni delle migliori pizzerie dell’Emilia Romagna, tra cui Sp.accio, ‘O Fiore Mio e QBio, Ivan Signoretti ha deciso di tornare a fare pizza nella sua Rimini dove da pochi mesi ha inaugurato, insieme al socio Thomas, la sua prima pizzeria: Il Cortile in Centro.

Il locale è moderno e molto curato, evidente frutto di uno studio importante (e ben riuscito) sull’immagine. L’atmosfera è quella industrial del cemento, dei tubi e degli arredi di ferro e legno personalizzata da alcune note “jungle” (cit.) come le piante in sospensione.

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L’ambiente è suddiviso in due sale e nella più piccola anche il laboratorio e zona forno -elettrico-, tutto a vista.

Il menù, che in apertura dedica una pagina al lievito madre, è diviso in pizze classiche, tra cui anche pizze vegetariane e vegane, e in pizze gourmet, qui chiamate “perle del cortile”. La base di ogni pizza può essere scelta tra quattro impasti: il classico con farina tipo 1, il grano spezzato e farro, i quattro semi (lino, sesamo, girasole e chia) e farina integrale e l’idrolisi di grano, che però è disponibile solo il mercoledì.

Inoltre, anche tre pizze pensate per i bambini (più semplici e… più piccole!), qualche proposta di cucina e una selezione di insalate, oltre ai divertenti dessert prodotti per Il Cortile da una pasticceria locale.

La carta delle bevande è quasi a km0, con acque e bibite bio Galvanina e i vini dell’Azienda Agricola Fiammetta azienda di città, nel riminese, e le birre artigianali (sia alla spina che in bottiglia) del Birrificio La Cotta, nel cuore del Montefeltro. Sotto ad ogni pizza, così come è indicato l’impasto più adatto, è consigliato anche il vino o la birra da abbinare.

Ordiniamo quattro pizze differenti, che decidiamo di condividere, così da poter provare più combinazioni.

Iniziamo con una Macaone, pizza con fior di latte, straccetti di burrata, mortadella Bonfatti Presidio Slow Food, granella di pistacchio di Bronte con impasto grano spezzato e farro.

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Proseguiamo con Melitea, pizza con pesto di basilico alla genovese, mozzarella di bufala STG, pecorino scoparolo e pomodoro pachino, con impasto ai quattro semi e integrale.

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La terza pizza è la Papilio, pizza con passata San Marzano, fior di latte, pecorino scoparolo, culatello, riduzione di San Giovese superiore di Romagna, mantenendoci su un impasto tradizionale.

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Chiudiamo con la Adela, con fior di latte, straccetti di burrata, alici del Mar Cantabrico, pomodorini secchi e origano di Pantelleria. Anche in questo caso seguiamo il consiglio del pizzaiolo e scegliamo l’impasto grano spezzato e farro.

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Gli impasti sono molto leggeri, le pizze sono croccanti e morbide, generose nei condimenti. Ma soprattutto, queste pizze sembrano così… allegre! I piatti di servizio celesti e i fiori decorativi tra gli spicchi, danno alle pizze quel tocco vivace e un po’ naif che fa piacere agli occhi. La mia preferita? La pizza Adela, nei colori e nei sapori sicuramente la più briosa.

Come recita il menù de Il Cortile in Centro la pizza è un’esperienza di felicità, e la nostra esperienza, questa sera, è stata sicuramente felice.


IL CORTILE IN CENTRO

Via Sigismondo Pandolfo Malatesta, 17/19 – Rimini

Tel. 327/5959602

Pizze da 6€ a 16€, pizza Margherita 7€.

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Buona sì, ma cosa significa “lievitata”?

Ancora in trasferta in Romagna, decido di provare un’ulteriore pizzeria citata dalla guida del Gambero, il Birrodromo August di Riccione (Rn). Scelgo questo locale conquistata dalla promessa di un’offerta birraria valida e attirata dallatmosfera “da pub” che ben si addice al mio venerdì sera romagnolo.

Un unico ampio ambiente dominato dalla presenza del grande bancone attorno a cui girano spine, piatti e camerieri, molti tavoli, di varia altezza e dimensioni (anche tavoli tondi per gruppi), due maxi schermi. Se il vostro è un appuntamento romantico evitate questo locale, per tutto gli altri: via libera! Gradevole l’arredamento, sui toni del legno e dell’ardesia, creato con materiali di riciclo, tra cui mensole create con cassette di legno.

Camurria

Camurria

Il menù sulla tovaglietta divide le pizze in tre sezioni: classiche, speciali e lievitate. Ordiniamo due “lievitate”, senza chiedere spiegazioni, pensando che il nome abbia a che fare con una lievitazione maggiore. Una Camurria, con  fiordilatte, pomodoro fresco, broccoletti, alici del Cantabrico, pane grattato, basilico e olio, e una Luvacciona, con squaquerone di San Patrignano, mortadella e granella di pistacchio.

Un ventaglio di birre alla spina e in bottiglia, italiane e straniere, è quello che ci si aspetta da una pizzeria che è anche pub, ma la presenza di prodotti artigianali non è scontata e quindi gradita.

Luvacciona

Luvacciona

Buono l’impasto e anche la cottura (seppur a tratti bruciacchiata), anche se le pizze somigliano più ad una focaccia (che fosse questo il sinonimo di “lievitata”?). Gli ingredienti sembrano un po’ scollegati dal resto, proprio come se fossero stati appoggiati lì sopra all’ultimo, prima di portare il piatto al tavolo. In particolare, nella Luvacciona la mortadella non era legata alla basa e sembrava piùttosto come se fosse stata appoggiata su una fetta di pane a merenda. Nella Camurria invece i broccoli “croccanti” sembravano solo lievemente scottati e avevano poco sapore, ricordando il gusto dei broccoli sulle pizze vegetariane surgelate appena sfornate (eh si, lo ammetto, spesso anche io scivolo davanti al banco dei congelati).

E’ stata una serata piacevole, in cui abbiamo mangiato discretamente in mezzo ad molta confusione (dei clienti, non del personale!). Ho trovato le pizze abbastanza buone, ma non meritevoli dei due “spicchi” Gambero. Sicuramente se dovessi tornarci preferirei optare per una delle pizze classiche… se non addirittura per una vaschetta di patatine fritte!


BIRRODROMO AUGUST

Viale Lungorio, 1 – Riccione (Rn)

Tel. 0541/1836650

il conto

il conto

A San Patrignano la pizza è “stupefacente”.

Lo slogan scelto da questa pizzeria (“qualità stupefacente”) è una delle cose più azzeccate, insieme al nome della pizzeria stessa, Pizzeria Sp.Accio, che gioca su un doppio, se non addirittura triplice, significato, dato che la pizzeria, insieme ad altre attività legate all’agroalimentare, al design e all’artigianato, è uno dei satelliti della comunità di San Patrignano. (sì, esatto, “quella” comunità).

la Margherita

la Margherita

E’ martedi sera e anche se i tavoli sono quasi tutti pieni nessuno ci fa problemi per turni e di orari. L’arredamento è semplice perché in questo periodo la pizzeria è ospitata temporaneamente in una sede differente (causa lavori nella location originale) ma c’è comunque il forno a legna, un ampio spazio e il personale di sala numeroso, giovane e sorridente.

Il menù è chiaro, completo e (detto dal cuoco che siede con me) difficile da tenere aggiornato ed oltre alle pizze ha una sezione dedicata alla cucina e una ai dolci. La parte “pizzeria” è articolata in quattro capitoli (la tradizione, le classiche, il gusto, la creatività) che arrivano dopo un’intro sulla nascita del progetto, sulla lavorazione degli impasti e sull’origine delle materie prime e degli ingredienti delle pizze.

Sotto il nome di ogni pizza è indicato il vino e la birra (spesso artigianale) che meglio vi si abbina, inoltre c’è sempre il suggerimento per un impasto diverso da quello tradizionale (le possibilità sono: classico, kamut, grano spezzato con farina di farro). Il lievito utilizzato per tutti gli impasti è quello naturale, nato nel 2005 da due mele verdi e una gialla, come recita orgogliosamente il menù. Non sono certa che la lista vari a seconda delle stagioni, e sicuramente non vi erano delle proposte extra carta, ma è doveroso notare che molti degli ingredienti utilizzati sono autoprodotti dalla comunità, quindi a Km0 o quasi.

la Gatteau

la Gatteau

Scegliamo 3 pizze: una della “tradizione”, la Margherita con impasto regolare,  la Gatteau, dalla sezione “gusto”, con impasto di kamut, e una pizza “creativa”, la Mondiale, anche questa con l’impasto consigliato, quello al farro e grano spezzato.

Della Margherita ne assaggio solo uno spicchio, quindi posso dire poco, tranne il fatto che era molto calda e molto tonda! Non apprezzo particolarmente le pizze con salsa di pomodoro, ma questa era gradevole e l’impasto era soffice.

Le altre due pizze ci arrivano contemporaneamente e questo, insieme ad un ambiente non troppo riscaldato e ad un piatto di servizio non fosse nemmeno vagamente tiepido, fa si che le due pizze si raffreddino quasi subito. Peccato. Temperatura a parte, le due creazioni sono un piacere per gli occhi e per il palato.

la Mondiale

la Mondiale

La Gatteau (con mousse di patate al rosmarino, mozzarella fior di latte, salame di Brinato di San Patrignano e Grana Padano) ci sorprende per la sua delicatezza mentre la Mondiale (con mozzarella di bufala, salsiccia di Mora, cuori di carciofini, topinambur e riduzione di Aulente) ha un profumo che ricorda una passeggiata di dicembre tra i mercatini delle Fiandre. Impasti azzeccati, pizze ben cotte e abbinamenti interessanti. Anche questa volta il Gambero ha avuto ragione.

L’unico rammarico che abbiamo è quello di non aver cenato nell’antico casale, sede originale della pizzeria e dello showroom, ora in fase di ristrutturazione. Diciamo che useremo questa scusa… per tornarci presto!


PIZZERIA SP.ACCIO

Via San Patrignano, 66 – Coriano (RN)

Tel. 0541/362488

il conto

il conto